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Uroflussometria: Come si Fa e Come si Leggono i Valori

L’uroflussometria misura il getto urinario: quanti millilitri al secondo passano al momento di massimo flusso, quanto dura la minzione, che forma ha la curva. È un esame senza aghi e senza sonde – si urina in un apparecchio che registra il flusso – ed è il modo più semplice di trasformare la frase “faccio fatica a urinare” in un numero confrontabile nel tempo.

Si esegue da sola o, più spesso, nella stessa seduta della visita urologica insieme all’ecografia con misura del residuo: i due dati separati valgono molto meno dei due dati insieme.

Medico alla scrivania con documenti clinici
Il tracciato del flusso si legge insieme al residuo e al diario minzionale.

Come si fa

Arrivi con la vescica ben piena, urini in un imbuto collegato a un misuratore e resti nel bagno da solo: la privacy non è un dettaglio di cortesia, un getto trattenuto per imbarazzo falsa l’esame. Subito dopo si esegue l’ecografia per misurare quanta urina è rimasta in vescica. Tutto richiede pochi minuti.

Perché il tracciato sia valido serve un volume urinato tra 150 e 400 ml. Sotto i 150 ml i valori non sono interpretabili e l’esame va ripetuto; oltre i 500-600 ml la vescica troppo distesa riduce la sua capacità di contrarsi e il flusso risulta più basso del reale. È il motivo per cui non conviene “caricarsi” di acqua più del necessario.

Come si leggono i valori

Uroflussometria: valori e interpretazione
Dato Valore Interpretazione
Flusso massimo (Qmax) sopra 15 ml/s In genere nella norma, se il volume urinato è adeguato
Flusso massimo (Qmax) 10-15 ml/s Zona intermedia: conta il quadro clinico, il residuo e il volume prostatico
Flusso massimo (Qmax) sotto 10 ml/s Compatibile con un’ostruzione, ma anche con un muscolo vescicale debole: la distinzione richiede altri dati
Forma della curva a campana Minzione fisiologica
Forma della curva appiattita e prolungata Tipica dell’ostruzione da adenoma prostatico o da stenosi uretrale
Forma della curva interrotta, a picchi Spesso spinta addominale o mancata coordinazione dello sfintere
Residuo post-minzionale sotto 50 ml Svuotamento efficace
Residuo post-minzionale oltre 100-150 ml, ripetuto Svuotamento incompleto: cambia la terapia e il follow-up

Un limite va messo in chiaro: un flusso basso dice che qualcosa non funziona, non che cosa non funziona. Prostata ingrossata, stenosi dell’uretra e vescica ipocontrattile danno curve simili. Quando la distinzione cambia la decisione – per esempio prima di un intervento – si ricorre allo studio pressione-flusso, un esame urodinamico più complesso.

Preparazione in cinque righe

  • Bere circa mezzo litro d’acqua un’ora prima e non urinare nelle due ore precedenti, arrivando con un bisogno normale, non estremo.
  • Non interrompere i farmaci di propria iniziativa: alfa-litici come la tamsulosina e inibitori della 5-alfa-reduttasi modificano il risultato e il medico deve sapere che li assumi.
  • Portare il diario minzionale di due o tre giorni, con ora e volume di ogni minzione: insieme al tracciato spiega quasi tutto.
  • Portare il questionario IPSS compilato e le ecografie precedenti.
  • Segnalare un’infezione urinaria in corso: con cistite o prostatite acuta l’esame va rinviato, perché i valori non sarebbero attendibili.

Quando è indicata

L’uroflussometria serve quando c’è un sintomo da misurare o una terapia da verificare: getto debole e difficoltà a urinare, sospetto di adenoma prostatico, controllo dopo alcuni mesi di terapia farmacologica, valutazione prima e dopo un intervento sulla prostata o sull’uretra, sospetta stenosi uretrale, vescica neurologica, ritenzioni ripetute.

Non serve, invece, in chi non ha disturbi urinari: un flusso normale in una persona senza sintomi non modifica nessuna decisione clinica.

Quanto costa

Tariffe private pubblicate dalla struttura, Bari
Prestazione Tariffa
Uroflussometria da 70 €
Visita urologica con ecografia e uroflussometria 140-160 €
Visita urologica con ecografia da 133 €

L’esame da solo ha senso quando serve ripetere una misura in un percorso già avviato. Alla prima valutazione conviene il pacchetto con visita ed ecografia: flusso, residuo e volume prostatico letti insieme danno la risposta in una sola seduta. Le tariffe sono quelle indicate dalla struttura sul profilo MioDottore, aggiornate a ottobre 2026, e vanno confermate alla prenotazione; con impegnativa del medico di famiglia l’esame è disponibile anche in convenzione.

Dove si esegue

A Bari al Centro San Camillo, via Calefati 177, il sabato mattina su appuntamento: 080 914 64 94 o agenda del profilo MioDottore, che raccoglie 141 recensioni. A Bitonto al Poliambulatorio Therapia: 080 371 87 08 o Doctolib. Indicazioni e mappe nella pagina contatti.

Domande frequenti

Devo urinare davanti al medico?

No. L’esame si svolge in bagno, da soli: l’apparecchio registra il tracciato e il medico legge il grafico, non assiste alla minzione.

Se non riesco a urinare al momento dell’esame?

Capita, e non è un problema: si attende, si bevono altri liquidi e si riprova. Un tentativo con vescica insufficientemente piena verrebbe scartato comunque.

L’uroflussometria può sostituire l’esame urodinamico completo?

No. È un esame di primo livello, rapido e ripetibile. Quando serve distinguere con certezza un’ostruzione da una vescica ipocontrattile, per esempio prima di un intervento, si ricorre allo studio pressione-flusso.

Ogni quanto si ripete?

Dopo tre-sei mesi dall’inizio di una terapia, poi una volta all’anno nei quadri stabili, e ogni volta che i sintomi peggiorano o cambiano.

Revisionato da Dr. Francesco Lafranceschina, urologo-andrologo · Ultima revisione:

Fonti

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