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Chirurgia alla prostata: quando operare e quale intervento

Chirurgia alla prostata

La chirurgia alla prostata riguarda due situazioni diverse. Nell'ipertrofia prostatica benigna si opera quando i farmaci non controllano i sintomi o compaiono complicanze come ritenzione urinaria, calcoli o infezioni ricorrenti: la tecnica si sceglie soprattutto in base al volume della prostata. Nel tumore della prostata localizzato la prostatectomia radicale è uno dei trattamenti curativi, alternativo a radioterapia e sorveglianza attiva, e si decide al momento della diagnosi, non dopo il fallimento di altre terapie.

La tabella riassume le opzioni principali secondo le linee guida EAU.

Situazione Opzione chirurgica abituale
Ipertrofia benigna, prostata sotto 30 ml TUIP o TURP
Ipertrofia benigna, prostata 30-80 ml TURP, laser
Ipertrofia benigna, prostata oltre 80 ml HoLEP o adenomectomia
Ipertrofia benigna in terapia anticoagulante Vaporizzazione laser (PVP)
Sospetto tumore Biopsia prostatica dopo risonanza
Tumore localizzato Prostatectomia radicale, in alternativa radioterapia o sorveglianza attiva
Recidiva locale dopo radioterapia Prostatectomia di salvataggio o crioterapia

Prostatectomia

La prostatectomia radicale asporta l'intera prostata con le vescicole seminali ed eventualmente i linfonodi pelvici. È indicata nel tumore della prostata localizzato o localmente avanzato in uomini con buona aspettativa di vita, dopo aver discusso le alternative. Oggi si esegue soprattutto con tecnica robotica. Le conseguenze più importanti da conoscere sono l'incontinenza, di solito temporanea, e la disfunzione erettile.

Resezione transuretrale della prostata (TURP)

La TURP asporta attraverso l'uretra il tessuto prostatico che ostruisce il passaggio dell'urina. È il trattamento chirurgico di riferimento per l'ipertrofia prostatica benigna con prostata di circa 30-80 ml. Il ricovero è breve; la conseguenza più frequente è l'eiaculazione retrograda.

Adenomectomia prostatica

L'adenomectomia asporta la parte centrale ingrossata della prostata nelle ghiandole molto voluminose, in genere oltre 80 ml. Si esegue a cielo aperto, in laparoscopia o con il robot; un'alternativa endoscopica è l'enucleazione laser (HoLEP), che comporta meno sanguinamento e un ricovero più breve.

Laserterapia prostatica

La laserterapia comprende l'enucleazione con laser a olmio o tullio (HoLEP, ThuLEP), adatta a prostate di ogni dimensione, e la vaporizzazione con laser verde (PVP), utile soprattutto nei pazienti in terapia anticoagulante. Si esegue attraverso l'uretra, con catetere e ricovero brevi.

Incisione transuretrale della prostata (TUIP)

L'incisione transuretrale della prostata (TUIP) prevede uno o due tagli nel collo vescicale e nella prostata, senza asportare tessuto. È indicata nelle prostate piccole, sotto circa 30 ml, con ostruzione; rispetto alla TURP comporta un rischio minore di eiaculazione retrograda ma una maggiore probabilità di nuovo trattamento. Non è una terapia per la prostatite.

Crioterapia prostatica

La crioterapia congela il tessuto prostatico con sonde inserite dal perineo. Nel tumore della prostata è usata soprattutto come terapia di salvataggio dopo radioterapia e, in casi selezionati, come trattamento focale preferibilmente in studi clinici. Non è un'alternativa standard alla prostatectomia nella malattia appena diagnosticata.

Biopsia prostatica

La biopsia prostatica serve a confermare o escludere il tumore della prostata. Secondo EAU va preceduta dalla risonanza magnetica multiparametrica ed eseguita preferibilmente per via transperineale, che riduce il rischio di infezioni. Si esegue in anestesia locale e ambulatorio.

Conclusione: Chirurgia alla prostata

Prima di un intervento alla prostata è utile misurare i sintomi con il questionario IPSS, conoscere il volume della prostata e discutere con l'urologo gli effetti sull'eiaculazione e sull'erezione, soprattutto se si desiderano figli. Nel tumore la scelta tra chirurgia, radioterapia e sorveglianza attiva dipende dal rischio del tumore e dalle priorità personali.

Revisionato da Dr. Francesco Lafranceschina, urologo-andrologo · Ultima revisione: 17 settembre 2026

Fonti

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