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Malattie oncologiche

L'oncologia urologica si occupa dei tumori di prostata, vescica, rene, testicolo, pene, uretra e alte vie urinarie. Molti di questi tumori, se riconosciuti presto, hanno buone probabilità di guarigione. I segnali che non vanno mai rimandati sono: sangue nelle urine anche una sola volta, nodulo duro nel testicolo, lesione del pene che non guarisce in alcune settimane e PSA in aumento.

Per nessuno di questi tumori esiste uno screening di popolazione organizzato in Italia; per la prostata la decisione sul PSA si prende con il medico in base a età e familiarità. La tabella riassume sintomi d'allarme ed esami per organo.

Malattie oncologiche in urologia
Malattie oncologiche
Organo Segnali d'allarme Primi esami
Prostata Spesso nessuno; PSA in aumento, nodulo alla palpazione PSA, risonanza multiparametrica
Vescica Sangue nelle urine senza dolore Ecografia, cistoscopia, citologia
Rene Spesso scoperto per caso; sangue nelle urine, dolore al fianco Ecografia, TAC con contrasto
Testicolo Nodulo duro, testicolo più pesante Ecografia scrotale, marcatori
Pene Lesione che non guarisce Visita e biopsia
Uretra Sangue dall'uretra, stenosi che recidiva Uretrocistoscopia con biopsia
Uretere e bacinetto Sangue nelle urine Uro-TAC, ureteroscopia

Principali tipologie di malattie oncologiche

I sintomi urologici hanno molto più spesso cause benigne, come infezioni, calcoli o ingrossamento della prostata. Per questo è utile conoscere quali segnali richiedono accertamenti per escludere un tumore e quali esami servono.

Cancro alla prostata

È il tumore più frequente nell'uomo in Italia secondo AIOM-AIRTUM. Nelle fasi iniziali non dà sintomi: si sospetta per un PSA alterato o un nodulo all'esplorazione rettale. Il percorso prevede risonanza magnetica e, se indicato, biopsia. Molti tumori a basso rischio si seguono con sorveglianza attiva; gli altri si trattano con prostatectomia o radioterapia.

Cancro alla vescica

Il sintomo tipico è il sangue nelle urine senza dolore. Il principale fattore di rischio è il fumo. La diagnosi si fa con cistoscopia e la prima terapia è la resezione endoscopica (TURV); i tumori superficiali richiedono controlli regolari perché tendono a ripresentarsi.

Cancro al rene

Oggi è scoperto per lo più per caso con ecografia o TAC. Le masse piccole si trattano spesso asportando solo il tumore e conservando il rene; nei pazienti fragili si valutano sorveglianza o ablazione. Nella malattia avanzata si usano combinazioni di immunoterapia.

Cancro ai testicoli

È il tumore più frequente negli uomini tra i 15 e i 40 anni. Si presenta di solito come un nodulo duro e indolore. L'autopalpazione mensile aiuta a riconoscerlo. Dopo ecografia e marcatori si asporta il testicolo per via inguinale; la guarigione è possibile nella grande maggioranza dei casi, anche nelle forme diffuse. Prima delle cure va proposta la crioconservazione del seme.

Cancro al pene

È raro. Si manifesta con una macchia, un'ulcera o un nodulo sul glande o sul prepuzio che non guarisce. Fattori di rischio sono HPV, fimosi, lichen sclerosus e fumo. Una lesione persistente oltre 4 settimane richiede visita e biopsia: nelle fasi iniziali sono possibili trattamenti conservativi.

Cancro dell'uretere e della pelvi renale

I tumori uroteliali del bacinetto e dell'uretere sono poco frequenti e si manifestano soprattutto con sangue nelle urine. Si studiano con uro-TAC e ureteroscopia con biopsia. Il trattamento standard è la nefroureterectomia; dopo l'intervento servono cistoscopie periodiche perché spesso compaiono tumori in vescica.

A ciascuna di queste malattie è dedicata una pagina specifica, dove troverete informazioni esaustive sui sintomi, la diagnosi, i metodi di trattamento e la prevenzione.

Fattori di rischio per lo sviluppo di malattie oncologiche

Alcuni fattori non si possono modificare, come età, sesso e storia familiare; altri sì, come fumo, peso ed esposizioni professionali.

Età ed ereditarietà

Il rischio di quasi tutti i tumori urologici aumenta con l'età. La familiarità conta soprattutto per il tumore della prostata: avere padre o fratello colpiti, specie prima dei 60 anni, è un motivo per parlare del PSA con l'urologo già dai 40-45 anni. Le mutazioni BRCA2 aumentano il rischio di tumori prostatici aggressivi; alcune sindromi ereditarie, come von Hippel-Lindau e la sindrome di Lynch, aumentano quello di tumori renali e uroteliali.

Stile di vita

Il fumo è il principale fattore di rischio evitabile per il tumore della vescica e delle alte vie urinarie e aumenta quello del rene. Obesità e ipertensione aumentano il rischio di tumore renale. Smettere di fumare riduce il rischio progressivamente negli anni.

Fattori professionali

L'esposizione prolungata ad amine aromatiche e ad alcuni idrocarburi, in settori come coloranti, gomma, vernici e alluminio, aumenta il rischio di tumore della vescica. Chi ha lavorato in questi settori deve segnalarlo al medico, soprattutto in presenza di sangue nelle urine.

Malattie croniche

Infiammazioni croniche della vescica, come quelle da catetere a permanenza per molti anni o da schistosomiasi, favoriscono il carcinoma squamoso vescicale. Fimosi, lichen sclerosus e HPV sono associati al tumore del pene. Curare queste condizioni e seguire i controlli indicati riduce il rischio.

Diagnostica delle malattie oncologiche

La diagnosi si costruisce per passi: visita, esami di laboratorio, imaging e, quando serve, biopsia. Non tutti gli esami servono a tutti: l'urologo sceglie in base al sospetto.

La visita comprende la raccolta dei sintomi, dei farmaci, delle abitudini e della storia familiare, e l'esame di addome, genitali e, negli uomini, l'esplorazione rettale della prostata. Già in questa fase si decide quali esami eseguire e con quale urgenza.

Diagnostica di laboratorio di uro-oncologia

  • PSA: utile per il tumore della prostata, ma può aumentare anche per ingrossamento benigno o infiammazione; si interpreta con volume prostatico ed eventuale risonanza.
  • Esame delle urine e citologia urinaria: ricerca di sangue e cellule tumorali delle vie urinarie.
  • Marcatori del testicolo: alfa-fetoproteina, beta-hCG ed LDH.
  • Creatinina: funzione renale prima di esami con contrasto e interventi.

Metodi strumentali

  • Ecografia: primo esame per reni, vescica e testicoli.
  • TAC e uro-TAC: studio di reni e vie urinarie e stadiazione.
  • Risonanza magnetica multiparametrica: esame chiave prima della biopsia prostatica.
  • PET-PSMA: stadiazione del tumore prostatico ad alto rischio o in recidiva.
  • Cistoscopia e ureteroscopia: visione diretta di vescica e alte vie urinarie.
Nastro azzurro della prevenzione urologica
I tumori urologici riguardano rene, vescica, prostata, testicolo e pene: diagnosticati in fase iniziale hanno percentuali di guarigione molto alte.

Biopsia

La biopsia conferma il tipo di tumore e la sua aggressività. Per la prostata si esegue preferibilmente per via transperineale dopo la risonanza; per la vescica il tessuto si ottiene con la resezione endoscopica; per il testicolo non si esegue la biopsia ma l'asportazione per via inguinale.

Test genetici

I test genetici sono indicati in casi selezionati: tumore della prostata metastatico o con forte familiarità (ricerca di mutazioni BRCA e dei geni di riparazione del DNA, che possono orientare la terapia), tumori renali in giovani o multipli, sospetta sindrome di Lynch nei tumori delle alte vie urinarie. Si eseguono con consulenza genetica.

Trattamento delle malattie oncologiche

Il trattamento dipende da tipo, stadio e aggressività del tumore e dalle condizioni del paziente. Le decisioni più importanti vengono prese idealmente in un gruppo multidisciplinare con urologo, oncologo e radioterapista.

Trattamento chirurgico delle patologie oncologiche

La chirurgia resta il trattamento principale di molti tumori urologici localizzati. Le tecniche mininvasive, laparoscopica e robotica, permettono oggi di eseguire prostatectomia, resezione renale, nefrectomia e cistectomia con meno perdite di sangue e ricoveri più brevi rispetto alla chirurgia aperta, a parità di risultati oncologici nei centri esperti.

Radioterapia

La radioterapia è un'alternativa alla chirurgia nel tumore della prostata localizzato, spesso associata a terapia ormonale nei casi a rischio più alto, e si usa anche dopo l'intervento in caso di recidiva del PSA, per la vescica in programmi di conservazione d'organo e per metastasi dolorose. Le tecniche moderne guidate dalle immagini riducono la dose agli organi vicini.

Terapia farmacologica

Le terapie farmacologiche comprendono la chemioterapia (per esempio prima della cistectomia nel tumore infiltrante della vescica e nel tumore del testicolo), le terapie ormonali nel tumore della prostata avanzato, comprese le nuove molecole che bloccano il recettore degli androgeni, e le terapie a bersaglio molecolare, come gli inibitori delle tirosin-chinasi nel tumore del rene.

Immunoterapia

Gli inibitori dei checkpoint immunitari sono oggi parte della prima linea nel tumore del rene metastatico, in combinazione con altri farmaci, e hanno un ruolo nel tumore uroteliale avanzato della vescica e delle alte vie urinarie. Una parte dei pazienti ottiene risposte durature; gli effetti collaterali immunitari richiedono un monitoraggio specifico.

Trattamento combinato

Molti tumori richiedono più trattamenti in sequenza: chemioterapia prima della cistectomia nel tumore vescicale infiltrante, radioterapia con terapia ormonale nel tumore prostatico ad alto rischio, chirurgia seguita da immunoterapia in casi selezionati di tumore renale. La sequenza migliore viene decisa per ogni paziente dal gruppo multidisciplinare.

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