Crioterapia Prostatica: Trattamento, Recupero, Effetti
La crioterapia prostatica (crioablazione) distrugge il tessuto tumorale congelandolo con sonde sottili inserite attraverso il perineo, sotto guida ecografica. Si usa per il tumore della prostata localizzato, sia sull'intera ghiandola sia su una sola area (trattamento focale), e come terapia di salvataggio quando il tumore ricompare dopo la radioterapia.
Le linee guida EAU non la considerano un'alternativa standard a prostatectomia radicale, radioterapia o sorveglianza attiva nella malattia appena diagnosticata, perché i dati di lungo periodo sono limitati. La decisione va presa in un centro con esperienza, dopo aver confrontato tutte le opzioni.
Il vantaggio principale è l'invasività ridotta: nessuna incisione, anestesia spinale o generale di breve durata, ricovero breve. Il limite è che il controllo del tumore a dieci e quindici anni è documentato meno bene rispetto ai trattamenti radicali, e la disfunzione erettile dopo il trattamento dell'intera ghiandola è frequente.
Tutti i tipi comuni di chirurgia alla prostata:
Per chi può essere considerata la crioterapia prostatica
- Recidiva locale dopo radioterapia: è l'uso più consolidato, in pazienti selezionati senza metastasi confermate dagli esami di stadiazione.
- Tumore localizzato in uomini non candidabili a chirurgia o radioterapia: per età avanzata o malattie associate, dopo discussione multidisciplinare.
- Trattamento focale: lesione unica, ben visibile alla risonanza magnetica multiparametrica e confermata con biopsia mirata. Secondo EAU va proposto preferibilmente all'interno di studi clinici o registri prospettici.
Non è adatta in genere a prostate molto voluminose, a tumori estesi oltre la capsula o a uomini con malattia a basso rischio che possono seguire la sorveglianza attiva senza alcun trattamento.
Come agisce il freddo sul tessuto prostatico
Il gas argon raffredda la punta delle sonde fino a formare una "palla di ghiaccio" che ingloba il tessuto da trattare; l'elio o un gas caldo lo scongelano. Due cicli di congelamento e scongelamento provocano la rottura delle cellule e la chiusura dei piccoli vasi. Un catetere riscaldato nell'uretra protegge il canale urinario, mentre sensori di temperatura controllano la parete del retto.
| Aspetto | Crioterapia | Prostatectomia radicale | Radioterapia |
|---|---|---|---|
| Ruolo nelle linee guida EAU | Opzione selezionata, soprattutto di salvataggio | Trattamento standard | Trattamento standard |
| Incisioni | No | Sì (anche robotica) | No |
| Durata | Una seduta | Un intervento | Più settimane |
| Dati oltre 10 anni | Limitati | Ampi | Ampi |
Crioterapia di salvataggio dopo radioterapia
Quando il PSA risale dopo radioterapia, prima di qualsiasi trattamento locale occorre dimostrare che la malattia è confinata alla prostata: risonanza magnetica, PET con PSMA e biopsia mirata. Solo allora si confrontano prostatectomia di salvataggio, crioterapia, brachiterapia o HIFU di salvataggio e terapia ormonale. Dopo un trattamento radiante i tessuti guariscono peggio: il rischio di incontinenza, stenosi e fistola è più alto rispetto a un primo trattamento, e questo va spiegato chiaramente prima di decidere.
Crioterapia dell'intera ghiandola e crioterapia focale
Intera ghiandola. Si congela tutta la prostata. Il controllo locale è più ampio, ma i nervi dell'erezione vengono quasi sempre coinvolti.
Focale o emiablazione. Si tratta solo la zona con la lesione significativa, risparmiando il resto della ghiandola. La funzione erettile e la continenza si conservano più spesso, ma resta tessuto prostatico in cui può comparire un nuovo tumore: servono controlli con PSA, risonanza e biopsie per tutta la vita. Per questo EAU raccomanda di offrirla nell'ambito di studi clinici o registri.
Come si svolge la procedura
- Anestesia spinale o generale e posizionamento del catetere uretrale riscaldante.
- Inserimento delle sonde attraverso il perineo con una griglia, sotto guida ecografica transrettale ed eventuale fusione con la risonanza.
- Due cicli di congelamento e scongelamento con monitoraggio continuo della palla di ghiaccio e della temperatura rettale.
- Rimozione delle sonde e posizionamento di un catetere vescicale o sovrapubico, che resta in genere per alcuni giorni per il gonfiore della prostata.
Complicanze possibili
- Disfunzione erettile: molto frequente dopo trattamento dell'intera ghiandola, meno dopo trattamento focale.
- Ritenzione urinaria nei primi giorni per edema prostatico.
- Incontinenza e stenosi uretrale: poco comuni dopo un primo trattamento, più probabili dopo radioterapia.
- Dolore perineale e gonfiore dello scroto, di solito transitori.
- Fistola retto-uretrale: rara ma grave, più frequente nella crioterapia di salvataggio.
Febbre, bruciore intenso, perdita di urina dal retto o impossibilità a urinare richiedono un contatto immediato con il centro che ha eseguito la procedura.
Risultati oncologici: cosa dicono i dati
Nei pazienti ben selezionati la crioterapia ottiene un buon controllo del PSA a medio termine. Gli studi sono però in gran parte serie di singoli centri, con criteri di successo diversi fra loro e senza confronti randomizzati di lungo periodo con chirurgia e radioterapia. I risultati sono migliori nella malattia a rischio basso e intermedio, meno favorevoli nel rischio alto. Questo è il motivo per cui le linee guida la collocano fra le opzioni da valutare caso per caso e non fra i trattamenti di prima scelta.
Qualità di vita: erezione e continenza
La continenza urinaria dopo un primo trattamento si conserva nella grande maggioranza dei casi. L'erezione, invece, è spesso compromessa dopo il congelamento dell'intera ghiandola, soprattutto negli uomini più anziani o con disturbi già presenti; il trattamento focale la preserva più spesso. Se compare una disfunzione erettile, le opzioni sono le stesse usate dopo gli altri trattamenti del tumore prostatico, dai farmaci orali alla protesi peniena.
Controlli dopo la crioterapia
Dopo la crioterapia il PSA non si azzera come dopo la prostatectomia, perché può restare tessuto prostatico vitale, soprattutto nel trattamento focale. I controlli comprendono PSA periodico e, se il valore risale o la risonanza mostra un'area sospetta, biopsia mirata. Non esiste una definizione unica di recidiva biochimica dopo crioterapia: l'andamento del PSA va interpretato dallo specialista nel tempo e non sul singolo valore.
Prima della procedura: esami e preparazione
- Risonanza magnetica multiparametrica, biopsia con esame istologico e, se indicato, stadiazione per escludere metastasi.
- Misura del volume prostatico con ecografia transrettale.
- Urinocoltura ed esami preoperatori, visita anestesiologica.
- Valutazione di erezione e continenza prima del trattamento, per poter confrontare i risultati.
- Gestione di anticoagulanti e antiaggreganti concordata con urologo e cardiologo: non vanno mai sospesi di propria iniziativa.
Profilassi antibiotica, eventuale preparazione intestinale e farmaci del periodo perioperatorio vengono prescritti dal centro che esegue l'intervento.
I primi giorni dopo l'intervento
La dimissione avviene di solito il giorno stesso o il giorno successivo, con un catetere che resta per alcuni giorni. Gonfiore e fastidio al perineo e allo scroto sono attesi e si attenuano in una o due settimane. Sono sconsigliati bicicletta, moto e sforzi intensi fino al controllo. Bisogna contattare subito il centro in caso di febbre sopra 38 °C, catetere che non drena o dolore che non passa con gli analgesici prescritti.
Alternative da discutere prima di scegliere
Prima della crioterapia è utile un confronto con l'urologo e con l'oncologo radioterapista sulle alternative:
- sorveglianza attiva nel tumore a basso rischio;
- prostatectomia radicale, anche robotica;
- radioterapia esterna o brachiterapia, eventualmente con terapia ormonale;
- altre terapie focali come HIFU, preferibilmente in studi clinici.
Una seconda opinione in un centro che esegue tutte queste opzioni aiuta a scegliere il trattamento più adatto al tipo di tumore e alle priorità personali.
Revisionato da Dr. Francesco Lafranceschina, urologo-andrologo · Ultima revisione: 17 settembre 2026
Fonti
