
Hai un PSA alto sul referto. Il PSA è una proteina prodotta dalla prostata, e nel sangue ce n'è sempre un po': un valore sopra l'atteso da solo non basta per parlare di tumore. Lo stesso numero sale con la prostata ingrossata, con una prostatite, con un'infezione urinaria, dopo un catetere o dopo un rapporto nei giorni prima del prelievo. Cosa fare adesso, salvo diversa indicazione del tuo medico: ripeti il dosaggio nello stesso laboratorio dopo circa quattro settimane e porta all'urologo tutti i valori precedenti. Se il sospetto resta, oggi la risonanza magnetica arriva prima della biopsia.
Una cosa prima di tutto il resto. Se non riesci a urinare, se hai febbre alta con brividi e dolore al fianco o se compare un dolore improvviso al testicolo, lascia perdere il PSA e vai subito al pronto soccorso o chiama il 118.
Qui sotto trovi il percorso nell'ordine in cui di solito si svolge. Non sostituisce la visita: quello che leggi non è una diagnosi né una terapia.
Un PSA alto significa sempre un tumore?
No. Le linee guida europee di urologia (EAU, aggiornamento 2026) lo scrivono in una riga: il PSA è organo-specifico, ma non tumore-specifico. Vuol dire che lo produce la prostata, e non soltanto quando c'è un tumore: il valore sale anche nell'ipertrofia prostatica benigna, cioè la prostata ingrossata dall'età, nella prostatite e in altre condizioni non maligne.
Vale anche il contrario. Un valore basso non chiude la questione.
Nello studio americano PCPT, fra quasi tremila uomini con PSA pari o inferiore a 4 ng/mL che si sono sottoposti comunque a biopsia, il tumore è stato trovato nel 15,2% dei casi; nella fascia fra 3,1 e 4,0 ng/mL la percentuale saliva al 26,9%.
Quei numeri vanno letti per quello che sono. Erano uomini arruolati in uno studio di prevenzione, sottoposti a biopsia a prescindere dai sintomi e prima che la risonanza entrasse nel percorso, quindi le percentuali non si applicano tali e quali a te. Il punto che resta valido è la soglia: non è una linea di sicurezza in nessuna delle due direzioni.
In Italia il tumore della prostata è la neoplasia più frequente negli uomini. Il Ministero della Salute riporta 41.192 nuove diagnosi stimate nel 2024 e 8.200 decessi stimati nel 2022. È anche uno dei tumori che più spesso cresce lentamente, al punto che una parte di quelli trovati non viene operata subito.
Perché non esiste un valore normale uguale per tutti
Una soglia unica, uguale per tutti, nessuno l'ha mai concordata. Le linee guida europee lo dicono apertamente: non esistono standard condivisi per definire una soglia anormale di PSA. Il valore va letto come un parametro continuo, una scala senza gradini: più il numero è alto, maggiore è la probabilità che ci sia un tumore, e non c'è una riga che separa il sano dal malato.
Il 4 ng/mL che trovi stampato su molti referti è una convenzione di laboratorio. In biologia quel confine non esiste, e negli studi di screening la soglia più usata è un'altra, 3,0 ng/mL.
E lo stesso uomo, nello stesso mese, senza che gli sia successo niente, ha valori diversi. Le linee guida europee quantificano questa oscillazione naturale intorno al 15%. Su un valore di 4,0 l'oscillazione copre un intervallo che va circa da 3,4 a 4,6, senza alcuna malattia di mezzo.
Poi c'è il laboratorio, e qui girano due numeri molto diversi che conviene tenere separati.
| Di che differenza si parla | Quanto vale | Quando ti riguarda |
|---|---|---|
| Imprecisione ordinaria fra due laboratori | fino a circa il 5% | sempre, anche fra due prelievi nello stesso posto |
| Cambio dello standard di misura del metodo (da Hybritech a WHO) | circa il 20% in meno | quando il secondo prelievo lo fai altrove, con un metodo diverso |
La seconda riga spiega i rialzi che compaiono dal nulla: li produce il metodo di misura, e la tua prostata resta dov'era. Il numero del 20% viene da uno studio su campioni appaiati pubblicato su Clinical Chemistry nel 2008.
Perché il numero può salire senza tumore
Quasi tutto quello che tocca la prostata, dall'interno o dall'esterno, finisce nel sangue come PSA alto. Le cause stanno in due famiglie: quelle che dipendono da un gesto recente, e che puoi controllare prima del prossimo prelievo, e quelle che dipendono da una condizione della prostata, che tiene il valore alto finché c'è. La durata dell'effetto cambia moltissimo, da due giorni a diversi mesi.
| Che cosa | Quanto sposta il valore | Per quanto tempo |
|---|---|---|
| Eiaculazione nei giorni prima | circa +41% a un'ora dal rapporto | 24-48 ore |
| Massaggio prostatico o ecografia transrettale (sonda nel retto) | rialzo oltre la soglia nel 6% e nell'11% degli uomini; negli altri effetto minimo | non misurata; meglio rimandare di qualche giorno |
| Catetere vescicale | in media 0,48 ng/mL nelle prime 24 ore | oltre le 72 ore i dati non bastano a dirlo |
| Ritenzione urinaria acuta | aumento moderato, secondo le linee guida europee | non quantificato |
| Biopsia prostatica | aumento mediano di 7,9 ng/mL | almeno un mese, in alcuni fino a sei settimane |
| Finasteride o dutasteride | circa la metà in meno | per tutta la durata della terapia |
| Prostatite o infezione urinaria con febbre | valori molto alti, anche sopra 100 ng/mL | mesi interi |
| Prostata ingrossata, cioè l'ipertrofia prostatica benigna | la dimensione della ghiandola spiega circa un quarto della variabilità del PSA | finché la prostata resta grande |
| Esplorazione rettale con il dito | nessun effetto clinicamente rilevante | – |
| Bicicletta | nessun aumento significativo nei dati disponibili | – |
Tre voci della tabella vanno spiegate meglio.
La prostata ingrossata spiega da sola una buona parte dei valori alti. Uno studio di Nadler e colleghi su uomini con PSA elevato ha misurato che la dimensione della ghiandola da sola spiegava il 23% della variabilità del valore, e che il gruppo con PSA alto aveva prostate di 68 cc contro 33 cc. L'ipertrofia prostatica benigna non si trasforma in tumore, e questo non significa che nella stessa prostata non possa esserci anche altro.
L'infezione lascia il PSA alto a lungo, anche quando tu stai già bene. In una serie svedese di 70 uomini con infezione urinaria febbrile il PSA iniziale era elevato nell'83% dei casi, con mediana 14 ng/mL. Uno studio successivo degli stessi autori ha documentato valori ancora alterati fino a sei mesi dopo l'infezione, abbastanza da essere scambiati per un segno di tumore. Le linee guida europee sono ancora più prudenti e parlano di un anno. Fra le due stime conviene tenere la più cauta e ragionare in mesi.
In rete sulla bicicletta leggi di tutto, e i dati dicono poco. Una metanalisi del 2015, uno studio che mette insieme i risultati di più ricerche, non ha trovato alcun aumento significativo del PSA dopo una pedalata. Gli autori avvertono che le ricerche erano poche e piccole, e che in due di esse il valore era salito fino a 3,3 volte.
Uno studio del 2013, incluso fra i lavori che quella metanalisi ha esaminato, aveva misurato un aumento medio del 9,5%, cioè 0,23 ng/mL. Il prelievo però era stato fatto entro cinque minuti dal traguardo di uscite fra 55 e 160 chilometri: una condizione che nessuno riproduce andando al laboratorio. Nelle linee guida europee la bicicletta non compare fra le fonti di errore. Saltare l'uscita della domenica prima del prelievo è una precauzione ragionevole, tienila se ti fa stare tranquillo. Difficilmente la bicicletta spiega da sola il tuo valore.
Se vuoi capire che cosa significa il tuo numero con la tua prostata e la tua storia, serve qualcuno che li guardi insieme: puoi prenotare una visita o un videoconsulto con il Dr. Francesco Lafranceschina, a Bari o a Bitonto.
Prima della biopsia viene un secondo prelievo
Un singolo PSA alto raramente basta per mandarti in biopsia. Per un valore fra 3 e 10 ng/mL, in un uomo senza reperti sospetti alla palpazione, le linee guida europee indicano un secondo dosaggio dopo quattro settimane. Se nel frattempo è rientrato, il controllo successivo si sposta a un anno. È una raccomandazione debole, cioè lascia spazio al giudizio del medico sul singolo caso.
Il fondamento però è concreto. Nello studio britannico ProtecT gli uomini il cui secondo prelievo, eseguito entro sette settimane, risultava più basso di oltre il 20% avevano un rischio di tumore nettamente inferiore.
Devi ripeterlo nello stesso laboratorio, con lo stesso metodo, senza eiaculazione, senza manovre sulla prostata e senza un'infezione urinaria in corso. Sono le condizioni scritte nelle stesse linee guida, e se non le rispetti il secondo numero non serve a niente.
Due numeri misurati con metodi diversi non sono confrontabili, e la differenza può arrivare al 20%. Un rialzo che ti spaventa potrebbe essere soltanto il cambio di laboratorio.
Come prepararti al prelievo
Sette regole semplici rendono il secondo numero leggibile accanto al primo.
- Torna nello stesso laboratorio. Chiedi che usino lo stesso metodo del prelievo precedente, e conserva il referto vecchio per il confronto.
- Niente eiaculazione nelle 48 ore prima. A un'ora dal rapporto il PSA sale in media del 41%, a 24 ore il 92% degli uomini è tornato al proprio valore, a 48 ore il 97%. La regola delle 48 ore nasce da un singolo studio osservativo su 64 uomini, quindi trattala come una precauzione ragionevole e niente di più.
- Aspetta se hai un'infezione in corso. Con febbre, bruciore o dolore pelvico il prelievo non dice nulla di utile sulla prostata, e dopo serviranno comunque mesi perché il valore si assesti.
- Dopo una biopsia prostatica o una resezione della prostata, lascia passare almeno un mese. In alcuni uomini il valore impiega fino a sei settimane per stabilizzarsi.
- Dopo un massaggio prostatico o un'ecografia transrettale, rimanda di qualche giorno. Queste due manovre, a differenza del dito, possono alzare il valore.
- Porta l'elenco completo dei farmaci e degli integratori che prendi. Finasteride e dutasteride dimezzano il PSA: chi le prende deve dirlo al medico, altrimenti il numero viene letto con il metro sbagliato.
- Due cose che non devi evitare. L'esplorazione rettale con il dito non altera il risultato in modo clinicamente rilevante, e la bicicletta nemmeno.
Sul digiuno chiedi al laboratorio dove fai il prelievo: le indicazioni variano, e se nella stessa provetta finiscono anche glicemia o colesterolo, la regola la impongono quelli.
Tre errori che fanno perdere tempo
Sembrano tutti e tre ragionevoli: prendere qualcosa per far scendere il numero, chiedere un antibiotico con lo stesso scopo, ripetere l'esame dove capita. E producono lo stesso risultato: quattro settimane passate senza avere in mano un dato nuovo.
Primo, prendere un integratore o un antinfiammatorio per un mese aspettando che il numero scenda. Il valore nel frattempo fa quello che faceva prima.
Secondo, chiedere l'antibiotico con l'idea di abbassare il PSA. Una revisione di studi randomizzati pubblicata su Urologic Oncology nel 2015 non ha trovato differenze nei valori fra chi riceveva antibiotico e chi no, e una seconda revisione del 2018 sull'infiammazione asintomatica è arrivata allo stesso risultato. Nella prima revisione una sola misura fra tutte risultava a favore dell'antibiotico, la riduzione netta del PSA dopo il trattamento, e non bastava a cambiare la conclusione. Esistono lavori con conclusioni opposte, quasi tutti senza gruppo di controllo, e dove il controllo c'è l'effetto sparisce. Curare un'infezione documentata è un'altra cosa, e va fatta.
Terzo, ripetere l'esame in un laboratorio diverso e mettere i due numeri uno accanto all'altro. Il referto sembra identico, e proprio per questo l'errore passa inosservato. Cambiare metodo può spostare il valore del 20% in una direzione o nell'altra, e quel 20% lo leggerai come un peggioramento o come un miglioramento che non esistono.
Che cosa guarda l'urologo oltre al numero?
Guarda il numero dentro il suo contesto: quanto è grande la prostata, come si è mosso il valore negli anni, quali farmaci prendi e se in famiglia c'è stato un tumore della prostata. Il PSA da solo è un dato; insieme a questi quattro elementi diventa una stima del rischio, ed è su quella che si decide se fermarsi o andare avanti.
La densità del PSA è il valore diviso il volume della prostata misurato all'ecografia. Separa un PSA alto per una ghiandola grande da un PSA alto per un altro motivo, e nelle linee guida europee pesa molto. Sotto 0,09 ng/mL per centimetro cubo il tumore clinicamente significativo, cioè quello che richiede davvero un trattamento o un controllo ravvicinato, viene trovato in circa il 4% dei casi.
La misura dipende da come è stato stimato il volume. Valutato con il dito l'organo viene sottostimato; con l'ecografia sovrapubica, fatta dall'esterno sulla pancia, viene sovrastimato di circa 10 mL.
L'andamento nel tempo dice più della singola fotografia. Un valore stabile da tre anni racconta qualcosa di diverso da un valore uguale comparso all'improvviso.
Il rapporto fra PSA libero e PSA totale è una delle domande più frequenti. Il PSA libero è la parte che circola nel sangue senza legarsi ad altre proteine, e per anni il suo rapporto con il totale è servito a orientare la decisione nei valori intermedi. Oggi pesa meno: nelle linee guida europee del 2026 non ha più un capitolo proprio nella parte diagnostica e sopravvive dentro test combinati. Resta un dato che il tuo urologo può leggere insieme agli altri, senza farne il perno della decisione.
La velocità di crescita del PSA, molto citata in rete, nella parte diagnostica delle linee guida europee del 2026 non compare. Oggi la decisione si appoggia sul ricontrollo a quattro settimane e sulla risonanza, e quel calcolo ha perso il posto che aveva.
L'esplorazione rettale resta nel quadro. Secondo le stesse linee guida, in circa il 18% dei casi il tumore viene individuato per un reperto sospetto al dito, indipendentemente dal valore del PSA.
Prendi finasteride o dutasteride? Il tuo PSA va letto diversamente
Se prendi uno di questi due farmaci per la prostata, il tuo PSA vale circa la metà di quello che varrebbe senza. Entrambi sono inibitori della 5-alfa-reduttasi, cioè bloccano l'enzima che fa crescere la ghiandola, e riducono il PSA di circa il 50%. Dirlo al medico cambia il modo di leggere il numero.
Le schede tecniche dei due prodotti dicono però cose diverse.
| Finasteride (Proscar) | Dutasteride (Avodart) | |
|---|---|---|
| Effetto sul PSA | riduzione di circa il 50% | riduzione di circa il 50% dopo 6 mesi |
| Come si corregge il valore | raddoppiare il risultato, in terapia da sei mesi o più | nessuna regola di raddoppio: si fissa un nuovo valore di riferimento dopo 6 mesi |
| Rapporto PSA libero su totale | non viene modificato in modo rilevante | resta costante |
Le due righe centrali vengono dalle schede tecniche britanniche pubblicate sull'eMC. La scheda italiana depositata in AIFA può avere una formulazione diversa, e per te conta quella. Quanto alla regola del per due applicata alla dutasteride, circola molto e arriva dall'etichetta statunitense.
Anche il raddoppio della finasteride ha un limite temporale, misurato da una revisione della letteratura firmata da Marks e colleghi nel 2006. Nei primi sei-nove mesi moltiplicare per due sovrastima il valore reale in una parte di chi prende il farmaco; fra uno e tre anni lo stima bene; più avanti lo sottostima.
Due cose da tenere in mente mentre prendi questi farmaci:
- un PSA basso sotto trattamento non esclude un tumore: la scheda della finasteride lo scrive in modo esplicito, e quella della dutasteride chiede di valutare con attenzione ogni aumento confermato rispetto al valore più basso raggiunto;
- quell'aumento merita attenzione anche se il numero resta dentro l'intervallo stampato sul referto.
Quando serve la risonanza, e perché prima della biopsia
La risonanza magnetica multiparametrica, cioè eseguita con più sequenze di immagini che insieme descrivono la lesione, permette di vedere dove guardare, e in una parte dei casi di evitare del tutto il prelievo di tessuto. Le linee guida europee del 2026 contengono due raccomandazioni forti su questo punto: eseguirla prima della biopsia negli uomini con sospetta malattia confinata all'organo, e non usarla come esame di primo screening. La risonanza arriva dopo un PSA che ha fatto nascere una domanda: il primo passo resta l'esame del sangue.
«Il test del Psa può essere considerato dopo un colloquio informato con il medico sui possibili benefici e danni. Se il risultato richiede approfondimenti, può essere indicata una risonanza magnetica multiparametrica prima di decidere se effettuare una biopsia.»
Dalla risonanza esce un punteggio PI-RADS da 1 a 5, nella versione 2.1 in uso oggi, non una diagnosi: il punteggio misura quanto è probabile che ci sia un tumore clinicamente significativo. Nei dati raccolti dalle linee guida europee la probabilità cresce così: 6% per PI-RADS 1 e 2, 20% per il 3, 55% per il 4, 83% per il 5.
Sono valori predittivi, quindi dipendono anche da quanto è frequente la malattia nel gruppo di persone esaminate. Le stesse linee guida ricordano che la concordanza fra radiologi diversi resta moderata: lo stesso esame, letto da due medici, può ricevere due punteggi.
PI-RADS 3: il punteggio che da solo non decide
Il 3 lo leggi insieme alla densità del PSA. A parità di PI-RADS 3, il rischio di trovare un tumore clinicamente significativo cambia molto a seconda della densità, e con esso cambia la condotta: dalla sola sorveglianza del PSA fino alla biopsia indicata. Le linee guida europee riportano una tabella costruita apposta per questa situazione.
| Densità del PSA | Rischio di tumore clinicamente significativo | Condotta abituale |
|---|---|---|
| sotto 0,10 ng/mL/cc | 4% | di solito nessuna biopsia, si controlla il PSA nel tempo |
| 0,10-0,15 | 13% | biopsia da valutare |
| 0,15-0,20 | 29% | biopsia da considerare seriamente |
| sopra 0,20 | 29% | biopsia indicata |
Le ultime due righe hanno lo stesso rischio e condotte diverse perché i numeri vengono da gruppi piccoli, 41 e 51 uomini, e perché sopra 0,20 pesano anche gli altri elementi del quadro. Leggi le percentuali come ordini di grandezza.
La logica è quella che il tuo urologo applicherà: con un PI-RADS 3, una densità bassa e nessuna familiarità, la raccomandazione europea è di non fare la biopsia e di continuare a monitorare il PSA. Lo stesso vale, con più margine, quando la risonanza è negativa: con PI-RADS 1 o 2, densità sotto 0,20 e nessun familiare di primo grado, le linee guida indicano di non fare la biopsia e di seguire il PSA. Sono raccomandazioni deboli e lasciano spazio al singolo caso, e le condizioni vanno rispettate tutte.
Quando si arriva alla biopsia?
Il momento arriva quando risonanza, valore e contesto insieme indicano un rischio concreto. Oggi lo standard è il prelievo mirato sulle zone sospette viste alla risonanza. La via d'accesso raccomandata con forza è quella transperineale, attraverso la cute fra scroto e ano.
In una revisione di oltre 160.000 pazienti il tasso di sepsi, cioè di infezione grave che passa nel sangue, è stato dello 0,1% per via transperineale contro lo 0,9% per via transrettale. In cambio è più dolorosa. Se vuoi i dettagli pratici della procedura, la preparazione e il recupero, li trovi nella pagina dedicata alla biopsia prostatica.
E se la biopsia trova un tumore, la conseguenza automatica non è l'intervento. Quando le condizioni lo permettono, soprattutto nelle forme a basso rischio, le linee guida europee raccomandano con forza la sorveglianza attiva: controlli programmati a calendario, con il trattamento pronto a partire se qualcosa cambia. Serve a evitare di curare oggi una malattia che non avrebbe dato problemi.
In Italia esiste uno screening del PSA?
Organizzato a livello nazionale, no. I programmi organizzati sono tre, e riguardano mammella, cervice uterina e colon-retto. Per la prostata il PSA si fa su iniziativa tua o del tuo medico, ed è esattamente il motivo per cui il risultato arriva in mano a te senza un percorso già pronto dietro.
«Al momento, nel nostro Paese l'analisi del PSA è diffusamente utilizzata nell'ambito di un'offerta opportunistica, anche in fasce di età anziane, ma lo screening per il tumore della prostata non rientra tra quelli organizzati dal Sistema Sanitario Nazionale.»
«Offerta opportunistica» vuol dire questo: lo fai se te lo propone il medico o se lo chiedi tu.
Qualche regione si è mossa per conto proprio, e la differenza fra due uomini della stessa età è notevole.
| Lombardia | Puglia | |
|---|---|---|
| Programma organizzato | sì, gratuito, per gli iscritti al servizio sanitario regionale | non risulta attivo; fra le regioni coinvolte in un progetto nazionale di valutazione di fattibilità risulta anche la Puglia, e nel 2025 è partito uno studio pilota nella provincia di Foggia |
| Chi rientra | nati dal 1962 al 1975, e i nati nel 1976 dal giorno dei 50 anni, fino ai 70 | nello studio pilota di Foggia, uomini dai 50 ai 70 anni |
| Come ci si accede | questionario nel fascicolo sanitario elettronico, poi documento di invito; il test non richiede prenotazione né impegnativa del medico di base | prescrizione del medico, con impegnativa e ticket secondo le regole regionali |
Dentro il programma lombardo il risultato porta a tre strade diverse. I valori sono espressi in µg/L, che è la stessa cosa di ng/mL:
- sotto 1 µg/L e senza familiarità: non lo ripeti per i cinque anni successivi;
- fra 1 e 3 µg/L e senza familiarità: non lo ripeti per i due anni successivi;
- da 3 µg/L in su, oppure con un familiare di primo grado: ti chiama il Centro Screening dell'ATS, cioè l'agenzia sanitaria territoriale, per fissare una visita urologica.
Un uomo di Milano nato nel 1970 trova il percorso nel suo fascicolo sanitario: compila il questionario e riceve il documento di invito per il prelievo. Un uomo di Bari della stessa età non ha nessun percorso che lo chiami, e il suo PSA dipende da una conversazione con il medico di famiglia. Se la prestazione passa dal servizio sanitario, in genere serve l'impegnativa e si paga il ticket, con importi che cambiano da regione a regione: la cifra esatta te la dice la tua ASL.
Gli esperti italiani non sono d'accordo fra loro sul fatto che lo screening convenga, e questa pagina non sceglie una delle due parti. Da un lato una regione intera invita i suoi cittadini a fare il test gratis. Dall'altro, allo stesso congresso di Torino di ottobre 2026, il vicepresidente della società di uro-oncologia ha preso le distanze da un programma basato sul solo PSA e rivolto a tutta la popolazione maschile senza distinzioni. Il motivo che ha dato è il rischio di sovradiagnosi e di conseguente sovratrattamento.
Il disaccordo riguarda il bilancio fra due effetti reali, misurati nello stesso studio europeo ERSPC su oltre 160.000 uomini seguiti per 23 anni:
- la mortalità per tumore della prostata nel gruppo invitato allo screening è risultata inferiore del 13%, con una differenza assoluta dello 0,22%, e una morte evitata ogni 456 uomini invitati;
- le diagnosi nello stesso gruppo sono state il 30% in più, e una parte di quelle diagnosi riguarda tumori che non avrebbero dato problemi.
Gli autori stessi concludono che le strategie future dovranno basarsi sul rischio individuale per ridurre la sovradiagnosi. Su questa frase si appoggia la posizione prudente delle società italiane: il PSA va proposto in base al rischio di ciascuno.
Prima di andare dall'urologo: cosa mettere in borsa
Con i referti giusti in mano la visita dura meno e dice di più. Porta con te:
- tutti i PSA precedenti, con la data e il nome del laboratorio di ciascuno, anche quelli di anni fa;
- i referti delle ecografie, in particolare quelli che riportano il volume della prostata;
- l'elenco completo dei farmaci e degli integratori, finasteride e dutasteride per primi;
- il questionario IPSS già compilato, se hai anche disturbi urinari;
- la storia familiare: padre, fratelli o figli con tumore della prostata, e l'età in cui è stato diagnosticato.
Quattro domande che vale la pena fare:
- Quanto è grande la mia prostata, e quanto vale la densità del PSA con questo volume?
- Il mio valore è cambiato rispetto agli anni scorsi, o è sempre stato così?
- C'è qualcosa nella mia situazione attuale che può avere alzato il valore?
- Qual è il prossimo esame, e che cosa cambierebbe nelle decisioni a seconda del risultato?
Gli esami degli ultimi sei mesi sono i più utili, e i referti vecchi servono per il confronto.
Quali sintomi non aspettano
Alcune situazioni non c'entrano con il PSA e non sopportano rinvii. Distinguile così.
Pronto soccorso o 118, subito: se non riesci a urinare, se hai un dolore improvviso al testicolo, se hai febbre alta con brividi insieme a dolore al fianco o al basso ventre. Il dolore testicolare comparso all'improvviso va valutato entro poche ore, perché oltre quel tempo cresce il rischio di perdere il testicolo.
Contatta subito il medico, senza aspettare le quattro settimane: se compare sangue nelle urine anche una sola volta, se il valore è molto alto, o se il medico ti ha già trovato qualcosa all'esplorazione rettale.
Negli altri casi segui l'ordine descritto sopra: ripeti l'esame, poi vai alla visita.
Fonti
- EAU-EANM-ESTRO-ESUR-ISUP-SIOG Guidelines on Prostate Cancer, Limited Update March 2026 – European Association of Urology
- Ministero della Salute, Nuovo approccio UE ai tumori: tumore polmonare e prostata – aggiornato al 15 aprile 2026
- Regione Lombardia, Screening del tumore alla prostata – aggiornato al 5 ottobre 2026
- Roobol MJ et al., European Study of Prostate Cancer Screening: 23-Year Follow-up, New England Journal of Medicine 2025
- Thompson IM et al., Prevalence of prostate cancer among men with a PSA level up to 4.0 ng/mL, New England Journal of Medicine 2004
- Jansen FH et al., Clinical impact of new PSA WHO standardization on biopsy rates and cancer detection, Clinical Chemistry 2008
- Nadler RB et al., Effect of inflammation and benign prostatic hyperplasia on elevated serum PSA levels, Journal of Urology 1995
- Ulleryd P et al., Prostatic involvement in men with febrile urinary tract infection as measured by serum prostate-specific antigen and transrectal ultrasonography, BJU International 1999
- Zackrisson B et al., Evolution of free, complexed, and total serum prostate-specific antigen and their ratios during 1 year of follow-up of men with febrile urinary tract infection, Urology 2003
- Wong HPN et al., Elevated PSA due to indwelling urethral catheterisation: systematic review and meta-analysis, World Journal of Urology 2026
- Oesterling JE et al., Effect of cystoscopy, prostate biopsy and transurethral resection on serum PSA, Urology 1993
- Tchetgen MB et al., Ejaculation increases the serum prostate-specific antigen concentration, Urology 1996
- Jiandani D et al., The effect of bicycling on PSA levels: a systematic review and meta-analysis, Prostate Cancer and Prostatic Diseases 2015
- Mejak SL et al., Long distance bicycle riding causes prostate-specific antigen to increase in men aged 50 years and over, PLoS One 2013
- Yuan JJ et al., Effects of rectal examination, prostatic massage, ultrasonography and needle biopsy on serum prostate specific antigen levels, Journal of Urology 1992
- Crawford ED et al., The effect of digital rectal examination on prostate-specific antigen levels, JAMA 1992
- Yang L et al., Antibiotics may not decrease prostate-specific antigen levels or prevent unnecessary prostate biopsy in patients with moderately increased prostate-specific antigen levels: a meta-analysis, Urologic Oncology 2015
- Buddingh KT et al., Do antibiotics decrease prostate-specific antigen levels and reduce the need for prostate biopsy in type IV prostatitis? A systematic literature review, Canadian Urological Association Journal 2018
- Marks LS et al., The interpretation of serum prostate specific antigen in men receiving 5-alpha-reductase inhibitors: a review and clinical recommendations, Journal of Urology 2006
- Turkbey B et al., Prostate Imaging Reporting and Data System Version 2.1, European Urology 2019
- Scheda tecnica di Proscar 5 mg (finasteride), eMC – revisione del testo 20 dicembre 2024
- Scheda tecnica di Avodart 0,5 mg (dutasteride), eMC – revisione del testo 11 agosto 2026
- AGI, Tumori, in Italia 87mila nuove diagnosi urologiche all'anno, 2 ottobre 2026 – dichiarazioni dal XXXVI Congresso Nazionale SIUrO
Le citazioni tratte dalle linee guida europee e dalle schede tecniche sono tradotte dall'inglese.
A cura di Dr. Francesco Lafranceschina, urologo-andrologo, iscritto all'Albo dei Medici Chirurghi di Bari n. 13137 – Ultimo aggiornamento: 9 ottobre 2026
Per cominciare, adesso: cerca i tuoi PSA precedenti, segna la data dell'ultimo prelievo e fissa il secondo nello stesso laboratorio, fra circa quattro settimane. Poi porta alla visita l'elenco qui sopra. Se vuoi farlo insieme a un urologo, puoi prenotare una visita o un videoconsulto con il Dr. Francesco Lafranceschina, che riceve a Bari e a Bitonto.
