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Orchiectomia Uomo: Procedura, Recupero e Conseguenze

L'orchiectomia è l'asportazione chirurgica di un testicolo o di entrambi. L'indicazione più importante è il sospetto tumore del testicolo: in questo caso si esegue l'orchiectomia radicale per via inguinale, mai attraverso lo scroto, e permette insieme diagnosi e cura; la guarigione nel tumore del testicolo supera il 95%. Prima dell'intervento va offerta la crioconservazione del seme, soprattutto a chi desidera figli. Altre indicazioni sono il testicolo necrotico dopo torsione, raramente infezioni gravi o dolore cronico resistente, e l'orchiectomia bilaterale sottocapsulare come terapia ormonale del tumore della prostata avanzato. Con un solo testicolo sano la funzione ormonale e la fertilità sono di solito conservate; si può inserire una protesi testicolare.

L’orchiectomia, ovvero la rimozione chirurgica di uno o entrambi i testicoli, è un intervento sicuro e consolidato, progettato per eliminare il rischio e proteggere la tua salute. Con una guida chiara e un recupero ben gestito, potrai affrontare il percorso con serenità e tornare alla normalità in poche settimane.

Orchiectomia: Indicazioni e Tipologie di Intervento

Le indicazioni oncologiche sono le più importanti: il tumore del testicolo e, in passato più spesso, il tumore della prostata avanzato, nel quale l'orchiectomia bilaterale riduce rapidamente il testosterone; oggi si usano più spesso i farmaci. Tra le condizioni benigne rientrano il testicolo non recuperabile dopo torsione, il criptorchidismo in età adulta con testicolo atrofico non discendibile, raramente orchite con ascesso o necrosi e il dolore testicolare cronico resistente a tutte le altre terapie.

Urgenza di Eseguire l'Intervento di Orchiectomia

Nelle urgenze, come la torsione testicolare non recuperata, l'intervento si esegue subito: se il testicolo è necrotico viene rimosso e l'altro viene fissato per prevenire una torsione futura. Nel sospetto di tumore l'orchiectomia si programma in tempi brevi, dopo ecografia e marcatori tumorali, lasciando il tempo per la crioconservazione del seme.

Tipi di Orchiectomia e Loro Differenze

1. Orchiectomia radicale inguinale: è lo standard nel sospetto di tumore del testicolo. Attraverso un'incisione all'inguine si rimuovono testicolo, epididimo e funicolo spermatico, chiudendo prima i vasi. L'accesso dallo scroto va evitato perché può alterare le vie di diffusione del tumore.

2. Orchiectomia semplice per via scrotale: riservata alle condizioni benigne confermate, come il testicolo necrotico dopo torsione.

3. Orchiectomia sottocapsulare: rimuove il tessuto che produce testosterone lasciando l'involucro esterno; si usa come terapia ormonale nel tumore della prostata, mai per i tumori del testicolo.

4. Orchiectomia bilaterale: rimozione di entrambi i testicoli; causa sterilità e perdita della produzione di testosterone. Nel tumore della prostata questo è proprio l'obiettivo terapeutico, per cui il testosterone non viene sostituito; nelle altre situazioni si valuta la terapia sostitutiva.

Preparazione ed Esecuzione dell'Intervento di Orchiectomia

Prima dell'intervento si eseguono esami del sangue di routine, l'ecografia scrotale e, nel sospetto di tumore, i marcatori AFP, beta-HCG e LDH, che vanno dosati anche dopo l'operazione. Nei casi oncologici la stadiazione con TC può essere eseguita prima o dopo l'intervento. È il momento per programmare la crioconservazione del seme.

Da portare il giorno dell'intervento:

  • documento d'identità e tessera sanitaria
  • esami del sangue e referti recenti
  • elenco dei farmaci assunti
  • consenso informato

Tecnica Operativa Passo Dopo Passo

L'intervento si esegue in anestesia generale o spinale. Nell'orchiectomia radicale il chirurgo pratica un'incisione all'inguine, isola il funicolo spermatico e lo chiude prima di manipolare il testicolo, che viene poi estratto con l'epididimo. Si controlla accuratamente l'emostasi.

Se il paziente lo desidera, nella stessa seduta si può inserire una protesi testicolare in silicone, che migliora l'aspetto dello scroto. La ferita viene chiusa a strati e dopo un periodo di osservazione il paziente rientra in reparto o viene dimesso.

Possibili Complicazioni Durante l'Orchiectomia

Le complicanze sono poco frequenti: ematoma dello scroto o della ferita, infezione, dolore persistente e, raramente, fastidi legati alla protesi. Nell'orchiectomia inguinale può comparire una ridotta sensibilità della pelle vicino alla cicatrice.

Ripristino Dopo Orchiectomia e Conseguenze a Lungo Termine

Spesso l'intervento si esegue in day surgery o con una notte di ricovero. I punti vengono rimossi o si riassorbono in 1-2 settimane. Il ritorno ai lavori sedentari è possibile dopo pochi giorni; sforzi e sport richiedono di solito alcune settimane. I tempi indicati sotto sono orientativi e vanno confermati dal chirurgo.

Attività Di solito dopo Note
Doccia 1-2 giorni Evitare il bagno finché la ferita non è guarita
Lavoro sedentario alcuni giorni Secondo il dolore
Lavoro fisico e sport alcune settimane Ripresa graduale
Attività sessuale 2-3 settimane Quando non c'è dolore

Cambiamenti Ormonali Dopo l'Orchiectomia

Quando viene rimosso un solo testicolo, quello rimasto nella maggior parte dei casi mantiene livelli normali di testosterone e una produzione di spermatozoi sufficiente per avere figli; dopo un tumore del testicolo è comunque utile controllare testosterone e spermiogramma nel tempo, anche per gli effetti di eventuali chemioterapie. La rimozione di entrambi i testicoli causa invece sterilità e calo del testosterone con vampate, stanchezza, calo del desiderio e rischio di osteoporosi: fuori dal tumore della prostata si valuta una terapia ormonale sostitutiva.

Adattamento Psicologico e Costo della Procedura

La perdita di un testicolo può avere un impatto emotivo importante, soprattutto nei giovani: parlarne con il medico, con il partner o con uno psicologo aiuta. La disfunzione erettile dopo orchiectomia monolaterale è poco frequente e spesso legata all'ansia; si tratta con counseling ed eventualmente farmaci. La protesi testicolare può migliorare l'immagine di sé.

In Italia l'intervento per motivi medici è a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Nei casi oncologici è preferibile rivolgersi a centri con un gruppo uro-oncologico multidisciplinare.

Revisionato da Dr. Francesco Lafranceschina, urologo-andrologo · Ultima revisione: 17 settembre 2026

Fonti

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