
Entri in farmacia con la ricetta in mano e ti senti dire che quel farmaco è carente. Dietro quella parola ci sono tre situazioni diverse: una carenza dichiarata all’AIFA, un’indisponibilità della distribuzione, un’uscita definitiva dal mercato. Il passo successivo cambia in ognuna delle tre, e per capire in quale ti trovi servono la scatola e l’elenco AIFA.
Quando non si aspetta. Vai al pronto soccorso o chiama il 112 se non riesci a urinare del tutto e senti la vescica tesa e dolorante, se hai febbre alta con brividi, se hai dolore lombare intenso con febbre, se nelle urine c’è sangue vivo con coaguli. In queste situazioni la confezione mancante non è il primo problema da risolvere.
Il tuo farmaco è carente o solo non disponibile?
Due parole diverse, due strade diverse. «Carente» vuol dire che la tua confezione è in un elenco pubblico dell’AIFA, perché l’azienda titolare ha dichiarato di non poterne assicurare la fornitura: principio attivo introvabile, problemi di produzione, provvedimenti regolatori, richiesta cresciuta oltre le previsioni. «Non disponibile» vuol dire che in quell’elenco la tua confezione non c’è, e il prodotto si è fermato nella distribuzione prima di arrivare al tuo quartiere.
| Carenza dichiarata | Indisponibilità | |
|---|---|---|
| Dove nasce | Dall’azienda titolare dell’autorizzazione | Nella catena distributiva |
| Come la riconosci | La confezione compare nell’elenco AIFA | Nell’elenco AIFA la confezione non c’è |
| Che cosa chiedi in farmacia | Un equivalente, oppure una nuova ricetta al medico | Di ordinare la confezione direttamente all’azienda |
Cerca la tua confezione nell’elenco. Se c’è, è una carenza. Se non c’è, AIFA scrive che il farmacista «può provvedere a ordinare il farmaco direttamente all’azienda farmaceutica che lo commercializza», oltre a segnalare la mancanza alla Regione.
Su quel secondo caso la legge dà due tempi precisi. L’articolo 105 del decreto legislativo 219/2006 stabilisce che il grossista consegna alla farmacia quello che ha in magazzino «entro le dodici ore lavorative successive alla richiesta» (comma 3). Il titolare dell’autorizzazione «è obbligato a fornire entro le quarantotto ore, su richiesta delle farmacie» una confezione che manca nella rete distributiva regionale (comma 4). Se il grossista salta il termine, per il comma 3-bis è il farmacista a segnalarlo alla Regione.
L’obbligo vale verso la farmacia, quindi al banco chiedi: «può provare a ordinarlo direttamente all’azienda?». Il termine delle 48 ore del comma 4 corre da quella richiesta. Se al terzo giorno la scatola non è arrivata, chiama il medico quel giorno stesso.
Nota. Un antibiotico per un’infezione urinaria in corso non segue questa logica di attesa. Se stai iniziando una cura per una cistite o una prostatite acuta e la confezione manca, chiama chi te l’ha prescritta lo stesso giorno: la ciprofloxacina o un altro antibiotico si scelgono anche in base all’urinocoltura.
Come controlli in due minuti se è nell’elenco AIFA?
Lo controlli dal telefono, davanti alla farmacia, in quattro passaggi. Ti serve la scatola in mano, perché la carenza viene dichiarata sulla singola confezione, e lo stesso farmaco può avere la scatola da 20 pezzi in elenco e quella da 30 fuori. Alla fine sai da chi passare, se dal farmacista o dal medico.
- Parti dalla scatola. Tieni sotto gli occhi nome commerciale, dosaggio e numero di unità: sono i tre dati che identificano la confezione nell’elenco.
- Controlla lo stato della confezione. Nella banca dati dei medicinali AIFA ogni confezione ha uno stato dichiarato: in commercio / carente / non in commercio / mai commercializzata.
- Apri gli elenchi. La pagina dei farmaci carenti pubblica quattro liste: le confezioni carenti per cui in Italia esistono equivalenti, quelle per cui esistono alternative terapeutiche, quelle per cui AIFA autorizza l’importazione dall’estero, e i medicinali con blocco temporaneo dell’esportazione. Accanto c’è il file completo, pensato per gli addetti ai lavori, con tutte le colonne.
- Torna a guardare tra qualche giorno. Nelle sue istruzioni ai farmacisti AIFA indica che l’elenco viene aggiornato almeno due volte a settimana.
L’elenco AIFA copre lo stato della confezione a livello nazionale. Farmacia per farmacia, in Italia oggi non esiste un servizio pubblico che dica dove la scatola c’è.
Le tre colonne che contano
Il file completo ha tredici colonne, e tre ti servono per decidere il passo successivo: motivazione, equivalente, fine presunta. La prima dice se quella marca lascia il mercato, la seconda se la molecola esiste in Italia sotto un altro nome, la terza se qualcuno ha dichiarato una data.

| Colonna | Che cosa significa | Che cosa fai |
|---|---|---|
| Motivazioni | La causa dichiarata dall’azienda. Nelle posizioni urologiche dell’elenco del 9 ottobre 2026 ricorrono undici formulazioni diverse: 60 «problemi produttivi», 28 «elevata richiesta», 7 «cessata commercializzazione temporanea», 6 «cessata commercializzazione definitiva» | Con «definitiva» quella marca non torna, quindi chiedi in farmacia o al medico un altro produttore. Con «elevata richiesta» nessuna data è garantita, e se la terapia non può essere interrotta lo valuti con chi l’ha prescritta |
| Equivalente | Se in Italia esiste un medicinale con lo stesso principio attivo, dosaggio, forma e via di somministrazione. Su 116 posizioni urologiche, 100 hanno «Sì» e 16 hanno «No» | Con «Sì» la questione si chiude in farmacia nella grande maggioranza dei casi. Con «No» il passaggio dal medico è obbligato |
| Fine presunta | La data in cui l’azienda prevede di rientrare. Su 116 posizioni urologiche, 90 hanno questa casella vuota | Casella vuota vuol dire che una data non è stata dichiarata. Portala al medico e programmate insieme come se l’attesa fosse lunga |
Un «Sì» nella colonna Equivalente dice soltanto che in Italia quel medicinale esiste e si vende.
La casella vuota ha una ragione di procedura, la stessa per cui una confezione resta in elenco oltre la data annunciata. Lo stato di carenza non scade da solo: nella nota informativa del 19 dicembre 2025 AIFA scrive che «solo ed esclusivamente a fronte dell’invio di un’apposita comunicazione formale da parte del titolare dell’AIC» l’Agenzia potrà ritenere risolto lo stato di carenza. Finché quella comunicazione non arriva, la confezione continua a comparire in elenco.
Nell’elenco aggiornato al 9 ottobre 2026 due posizioni urologiche portano la stessa data, il 15 ottobre 2026.
- Tamsulosina EG 0,4 mg, capsule a rilascio modificato, scatole da 20 e da 30: data di inizio 15 ottobre 2026, motivazione «cessata commercializzazione definitiva», colonna Equivalente «Sì». Quella marca esce dal mercato e non rientra. Di tamsulosina 0,4 mg a rilascio modificato in Italia ne restano altre.
- Priligy (dapoxetina) 30 e 60 mg, tutte e quattro le confezioni: fine presunta 15 ottobre 2026, motivazione «problemi produttivi», colonna Equivalente «No». Qui l’azienda prevede di rientrare, e un equivalente da mettere al suo posto non esiste, perché in Italia la dapoxetina è in commercio con un solo nome.
Per la tamsulosina chiedi al farmacista un’altra marca, per il Priligy chiami il medico.
Che cosa può fare il farmacista da solo e che cosa no?
Il margine del farmacista è scritto nell’articolo 11, comma 12 del decreto legge 1/2012. Quando sulla ricetta manca l’indicazione di non sostituibilità, il farmacista «è tenuto a fornire il medicinale avente prezzo più basso»: deve informarti prima, e si ferma soltanto se sei tu a chiedere diversamente.
I criteri della sostituzione sono elencati nell’articolo 7 del decreto legge 347/2001, che parla di medicinali con «uguale composizione in principi attivi, nonché forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio, numero di unità posologiche e dosi unitarie uguali». Fra quei criteri c’è anche la modalità di rilascio, cioè il modo in cui la capsula lascia uscire il principio attivo nel tempo.
| Situazione | Chi la risolve | Perché |
|---|---|---|
| Stessa molecola, stesso dosaggio, stessa forma, marca diversa | Il farmacista, al banco | Rientra nei criteri di legge della sostituzione |
| Capsula a rilascio modificato sostituita da una compressa normale | Il medico, con nuova ricetta | La modalità di rilascio è uno dei criteri di equivalenza, e per la legge le due forme non sono lo stesso medicinale |
| Dosaggio diverso da quello prescritto (finasteride 5 mg invece di 1 mg) | Il medico | Il dosaggio unitario è un criterio di equivalenza, e cinque volte la dose è un’altra terapia |
| Combinazione in una compressa sostituita da due farmaci separati | Il medico | Due confezioni diverse non sono la confezione prescritta |
| Un’altra molecola della stessa classe | Il medico | Scelta clinica, con il tuo profilo di pressione e i tuoi altri farmaci davanti |
| Ricetta con la clausola «non sostituibile» | Il medico, con nuova ricetta | Il farmacista non può sostituire, e se la confezione manca quella ricetta non si può usare |
Paghi di tasca tua in due casi soltanto, scritti nell’articolo 7, comma 4: il medico ha indicato il farmaco come insostituibile, oppure sei tu a rifiutare la sostituzione proposta. In quei casi «la differenza fra il prezzo più basso ed il prezzo del farmaco prescritto è a carico dell’assistito». I prezzi su cui quella differenza si calcola stanno nelle liste di trasparenza, che AIFA pubblica ogni mese secondo i criteri della determinazione 166/2021. L’ultima disponibile mentre scrivo è quella del 15 settembre 2026. Sul caso del tadalafil il confronto fra originale ed equivalente l’ho spiegato nella pagina sul cialis generico.
Alla presentazione dell’ottavo rapporto di Cittadinanzattiva sulla farmacia, il 29 aprile 2026, il presidente di Federfarma Marco Cossolo ha ricordato che i farmacisti possono proporre la sostituzione di un farmaco carente con un equivalente, verificare la disponibilità presso altri distributori o altre farmacie e segnalare il problema al medico curante. Nello stesso rapporto, il 26,6% dei cittadini segnala attese superiori alla norma sui farmaci abituali e il 10,6% ritardi incompatibili con il proprio bisogno terapeutico.
Quali molecole urologiche mancano nell’elenco del 9 ottobre 2026
L’elenco completo aggiornato al 9 ottobre 2026 conta 2482 righe, e 116 riguardano molecole che si usano in urologia. Cento di quelle 116 posizioni hanno un equivalente disponibile in Italia, sedici no. Il quadro generale lo dà AIFA nel dossier di settembre 2026: i medicinali autorizzati e commercializzati in Italia sono «oltre ventimila», negli elenchi dei temporaneamente carenti ce ne sono «circa 2.500», e «soltanto uno su cinque non dispone di un equivalente».
| Molecola | Posizioni in elenco | Il caso da conoscere |
|---|---|---|
| Tadalafil | 27 | Tadalafil Sandoz 20 mg esce definitivamente dal 1º dicembre 2026 |
| Sildenafil | 16 | Nessuna uscita definitiva: tutte le posizioni hanno equivalenti |
| Finasteride | 15 | Proscar 5 mg da 15 compresse: problemi produttivi dal 26 ottobre 2026, rientro previsto 31 gennaio 2027 |
| Ciprofloxacina | 9 | Ciprofloxacina Sandoz 500 mg dal 16 novembre 2026, con la nota «carenza relativa solo al canale retail» |
| Tamsulosina | 7 | Tamsulosina EG fuori mercato dal 15 ottobre 2026; Tamsulosin Mylan Generics già uscita a luglio e agosto |
| Bicalutamide | 6 | Due confezioni in cessata commercializzazione temporanea |
| Doxazosina | 4 | Due nuove posizioni con inizio a novembre 2026 |
| Dapoxetina | 4 | Tutte senza equivalente: in Italia la molecola ha un solo nome commerciale |
| Dutasteride | 3 | Una posizione in elenco dal giugno 2023 |
| Silodosina | 3 | Una in elenco dal marzo 2024 |
| Solifenacina | 2 | Il 10 mg dal 27 agosto 2026, il 5 mg dal 10 settembre 2026 |
| Alfuzosina | 1 | In elenco dal 15 luglio 2022, con forniture discontinue e nessuna data di rientro |
| Ceftriaxone | 1 | Rocefin 250 mg/2 ml esce definitivamente dal 26 ottobre 2026, e quella confezione è senza equivalente |
Questa tabella è una fotografia di un giorno. L’elenco cambia due volte a settimana, quindi la riga che ti riguarda va guardata oggi, partendo dal nome e dal dosaggio sulla scatola. La selezione è stata fatta sul principio attivo e sul nome commerciale, quindi 116 è una stima per difetto. La tabella qui sopra raccoglie tredici delle ventidue molecole urologiche individuate con questa selezione – 98 posizioni su 116 – scelte fra quelle con più righe in elenco e alcuni casi singoli che vale la pena conoscere, e resta parziale. Anche ventidue viene da quella selezione, quindi è una stima per difetto. Le altre nove molecole urologiche in elenco, diciotto posizioni in tutto, sono desmopressina (4 posizioni), levofloxacina (3), allopurinolo (3), terazosina (2), leuprorelina (2), ossibutinina (1), fosfomicina per infusione (1), abiraterone (1) e triptorelina (1). Se la tua molecola in tabella non c’è, può comunque avere una riga nell’elenco AIFA, e quella riga si cerca nel file completo. Le molecole di questa sezione si usano in urologia e sono tutte con obbligo di prescrizione. I nomi commerciali compaiono perché AIFA dichiara la carenza sulla singola confezione di un singolo produttore, e per ritrovare la tua riga servono proprio il nome commerciale e il dosaggio.
Perché un alfa-litico non è uguale a un altro?
Sul piano dell’efficacia media si somigliano molto. Le linee guida europee di urologia sui sintomi urinari maschili non neurogeni concludono che tutti gli alfa-litici a dosi adeguate hanno efficacia simile, e che fra le diverse formulazioni la differenza clinica complessiva risulta trascurabile. Il passaggio da una molecola all’altra della stessa famiglia mantiene quindi l’efficacia della cura, e le differenze misurate riguardano il profilo degli effetti indesiderati.
| Gruppo | Che cosa si vede più spesso | A chi interessa di più |
|---|---|---|
| Doxazosina, terazosina | L’effetto vasodilatatore è il più marcato della famiglia; per alfuzosina, terazosina e doxazosina le linee guida riportano un aumento statisticamente significativo del rischio di eventi vascolari | Chi ha già la pressione bassa, chi prende antipertensivi, chi ha più di settant’anni e si alza di notte |
| Tamsulosina, silodosina | Il disturbo dell’eiaculazione, inteso come riduzione o assenza di liquido seminale, è molto più frequente: le linee guida riportano un odds ratio di 8,57 per la tamsulosina e di 32,5 per la silodosina rispetto al placebo | Chi ha un progetto di paternità, chi vive male questo effetto |
La scelta fra alfuzosina e tamsulosina tiene conto della tua pressione, della tua età e di che cosa stai già prendendo. Il farmacista non ha quei dati davanti, e per questo il passaggio di molecola richiede una ricetta nuova.
L’alfa-litico agisce sul tono muscolare nell’adenoma prostatico, si sente in pochi giorni e smette di agire quando smetti di prenderlo. Sul volume della prostata non incide.
Se il tuo urologo è lontano o ha l’agenda piena, in un consulto per rivedere la terapia guardiamo esami, pressione e lista dei farmaci e valutiamo insieme se e come cambiare.
Finasteride e dutasteride: perché non si sostituiscono con un alfa-litico?
Perché lavorano su un altro meccanismo e su un’altra scala di tempo. Secondo le linee guida europee l’effetto degli inibitori della 5-alfa-reduttasi rispetto al placebo si vede dopo almeno sei mesi, e la lentezza con cui agiscono li rende adatti solo a terapie lunghe, di anni. Questa classe riduce il rischio, oltre l’anno, di ritenzione urinaria acuta e di intervento chirurgico; degli alfa-litici le stesse linee guida scrivono che non prevengono la ritenzione.
Mettere un alfa-litico al posto della finasteride (Proscar) cambia la strategia della cura.
| Alfa-litico | Inibitore della 5-alfa-reduttasi | |
|---|---|---|
| Quando si sente l’effetto | In pochi giorni | Dopo almeno sei mesi |
| Su che cosa agisce | Sul tono muscolare | Sul volume della prostata |
| Ritenzione acuta e intervento oltre l’anno | Le linee guida scrivono che non li previene | Li riduce |
Se sei in terapia di combinazione, per esempio dutasteride più tamsulosina, il tuo medico ha un’opzione documentata da valutare. La sospensione dell’alfa-litico dopo sei o nove mesi di combinazione è stata studiata: quasi tre quarti di chi ha partecipato non ha riferito un peggioramento dei sintomi. Le stesse linee guida aggiungono che chi partiva da sintomi severi, con un punteggio IPSS sopra 20, trae beneficio da una combinazione più lunga. Sono due frasi da portare in visita.
Questa classe tocca anche gli esami. Gli inibitori della 5-alfa-reduttasi abbassano il PSA di circa il 50% dopo sei-dodici mesi di trattamento, sempre secondo le linee guida europee. Per la finasteride 5 mg il riassunto delle caratteristiche del prodotto dice di raddoppiare il valore di PSA, in chi la assume da sei mesi o più, prima di confrontarlo con gli intervalli di normalità degli uomini non trattati. Nella combinazione con dutasteride il testo ufficiale indica di stabilire un nuovo PSA basale dopo sei mesi di terapia e di valutare gli aumenti a partire da quel minimo.
Importante. Se interrompi la finasteride o la dutasteride perché la confezione manca, il tuo PSA inizia a muoversi. Quando lo rifai, di’ al laboratorio e al medico quale farmaco prendevi, per quanti mesi e quando l’hai sospeso: sono le tre informazioni che permettono di leggere il valore. Su come si legge un PSA ho scritto una guida a parte.
Cinque cose da non fare mentre aspetti
Cinque mosse ricorrono più delle altre quando la confezione manca, e nessuna di loro risolve la mancanza. Valgono per ogni molecola citata qui, dalla prostata agli antibiotici.
- Aprire o dividere capsule e compresse a rilascio modificato o prolungato. Quel rilascio è costruito nella forma: la capsula libera il principio attivo lentamente per tutta la giornata, e aprendola la stessa quantità arriva in circolo in una volta sola. La legge stessa tratta la modalità di rilascio come parte dell’identità del medicinale.
- Riprendere la scatola di un altro farmaco rimasta in un cassetto. Un alfa-litico che hai usato in passato non è il piano B di oggi: oltre alla data di scadenza, in quegli anni sono cambiate la dose, la tollerabilità e le altre terapie che hai iniziato nel frattempo.
- Sospendere da soli. I sintomi tornano al punto di partenza, perché l’alfa-litico agisce finché lo prendi. Se sei in combinazione, togliere un pezzo e tenere l’altro è una scelta che ha dati dietro, e quei dati li deve usare il medico.
- Comprare fuori dalla farmacia. Tutte le molecole elencate qui sopra sono con obbligo di prescrizione. In AIFA le carenze le segue l’Ufficio Carenze, Qualità dei prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico, lo stesso che si occupa di contraffazione.
- Prendere la dose per sentito dire. Dose e intervallo arrivati da un conoscente, da un parente o da una ricerca veloce trasformano una carenza in un errore di dose.
Che cosa chiedere al medico per avere una ricetta che funziona?
Per la telefonata o per la visita, prepara queste sei cose, nell’ordine. Servono al medico per decidere in pochi minuti se basta cambiare produttore o se va rivista la terapia, e ti evitano il secondo giro in farmacia con una ricetta ancora inutilizzabile. Tienile scritte sul telefono.
- La confezione esatta che manca: nome commerciale, dosaggio, numero di unità, e che cosa ti ha detto la farmacia.
- Lo stato in elenco: se la confezione risulta carente, con quale motivazione e con quale eventuale data di rientro.
- Chiedi se restate sulla stessa molecola cambiando produttore oppure se cambiate molecola. Restare sulla stessa molecola spesso si chiude in farmacia; cambiarla richiede la sua ricetta.
- Il dosaggio scritto per esteso sulla ricetta. La confusione fra finasteride 5 mg e 1 mg nasce da ricette che indicano solo il principio attivo.
- La clausola di non sostituibilità, se la stava mettendo per abitudine. Con quella clausola e con la confezione mancante quella ricetta diventa inservibile, e la differenza di prezzo la paghi tu.
- La terapia di combinazione, se è il tuo caso: chiedi se per qualche settimana si può restare su un solo farmaco senza fermare tutto.
E se un equivalente non esiste proprio?
Restano due strade, e in entrambe la richiesta parte dal medico. La prima è l’importazione di un analogo autorizzato all’estero, che AIFA concede alle strutture sanitarie o all’azienda titolare. La seconda è la preparazione magistrale in farmacia, prevista dall’articolo 5 del decreto legge 23/1998 convertito nella legge 94/1998. Nessuna delle due parte da un modulo che compili tu.
Per l’importazione il percorso è questo:
- Il medico accerta che per quella confezione non esistano equivalenti né alternative terapeutiche in Italia.
- La richiesta passa dalla ASL o dalla struttura sanitaria di riferimento.
- AIFA rilascia l’autorizzazione alla struttura sanitaria oppure all’azienda titolare.
- Il farmaco lo consegna la farmacia ospedaliera o la ASL: le confezioni importate per la terapia domiciliare, scrive AIFA, «non potranno essere dispensate dalle farmacie convenzionali», salvo che la Regione attivi la distribuzione per conto.
Nella tua regione la domanda va fatta alla ASL, e per i tempi di risposta non è dichiarato nessun termine: per questo qui non te ne promettiamo uno.
L’importazione personale, quella regolata dal decreto ministeriale dell’11 febbraio 1997, segue un’altra procedura: la richiesta la firma il medico curante, il quantitativo copre fino a novanta giorni di terapia, la condizione è l’assenza di una valida alternativa terapeutica, e la spesa non ricade sui fondi pubblici.
Per le capsule a rilascio modificato la preparazione magistrale in pratica non funziona, perché un profilo di rilascio costruito in fabbrica non si riproduce al banco. Per la maggior parte delle molecole urologiche la strada passa dal primo dei quattro elenchi AIFA, quello delle confezioni carenti per cui in Italia un equivalente esiste.
Domande frequenti
Il farmacista può darmi un’altra marca senza chiamare il medico?
Sì, se sulla ricetta non c’è la clausola di non sostituibilità e se l’altra marca ha lo stesso principio attivo, dosaggio, forma, via di somministrazione e modalità di rilascio. La legge gli impone di informarti e di consegnarti la confezione con il prezzo più basso, a meno che tu chieda diversamente.
Devo pagare la differenza di prezzo?
In due casi: il medico ha scritto che il farmaco è insostituibile, oppure sei tu a rifiutare la sostituzione proposta. Fuori da questi due casi non paghi niente in più.
«Carente» significa che non lo troverò in nessuna farmacia?
Dipende dalla motivazione. Con «cessata commercializzazione definitiva» quella marca lascia il mercato e girare le farmacie non serve. Quando la motivazione parla di problemi produttivi o di elevata richiesta la disponibilità è a chiazze, e una confezione può comparire a qualche chilometro di distanza.
Trovo solo il dosaggio doppio: posso prendere mezza compressa?
No. Il dosaggio unitario è uno dei criteri che la legge usa per definire due medicinali come equivalenti, e nelle forme a rilascio modificato la divisione cambia il modo in cui il farmaco entra in circolo. La richiesta va fatta al medico, che decide se e come adattare la terapia.
Quanto durerà la carenza?
Una data certa non c’è. Su 116 posizioni urologiche dell’elenco aggiornato al 9 ottobre 2026, 90 hanno la casella della fine presunta vuota, e lo stato di carenza si chiude soltanto quando l’azienda invia ad AIFA una comunicazione formale di rientro.
Prendevo finasteride e l’ho interrotta: devo rifare il PSA?
Parlane con il medico prima di prenotarlo, e porta tre dati: quale farmaco, per quanti mesi, da quando sospeso. Per la finasteride 5 mg il testo ufficiale del prodotto indica di raddoppiare il valore in chi la assume da almeno sei mesi; per la combinazione con dutasteride la logica è un nuovo PSA basale dopo sei mesi. Senza quelle tre informazioni quel numero dice poco.
Posso ordinarlo dall’estero da solo?
No. L’importazione per carenza passa dal medico e dalla struttura sanitaria, e le confezioni importate per la terapia a casa non escono dalle farmacie convenzionate. I siti che promettono la consegna a domicilio di un farmaco con obbligo di ricetta stanno fuori da questo percorso.
Oggi, in dieci minuti
Prendi la scatola, cerca nome, dosaggio e numero di unità nell’elenco AIFA, e al banco fai una domanda sola: «può provare a ordinarlo direttamente all’azienda?». Se la confezione risulta carente con equivalente disponibile, chiedi l’altra marca. Se risulta senza equivalente, o se sulla ricetta c’è la clausola di non sostituibilità, chiama il medico per una nuova prescrizione.
Chiama il medico lo stesso giorno in due casi: se stai iniziando un antibiotico per una cistite o una prostatite e la confezione manca, e se la terapia che si interrompe è quella che tiene sotto controllo la minzione. Se non riesci a urinare del tutto, vai al pronto soccorso senza aspettare.
Fonti
- Carenze e indisponibilità, AIFA
- Farmaci carenti: elenchi e definizioni, AIFA
- Cosa fare quando un farmaco è mancante, istruzioni AIFA per i farmacisti
- Elenco dei farmaci carenti, file completo aggiornato al 9 ottobre 2026, AIFA
- Banca dati dei medicinali, AIFA
- Nota informativa sulle comunicazioni di carenza, 19 dicembre 2025, AIFA
- Dossier «Carenze di medicinali», settembre 2026, AIFA
- Liste di trasparenza dei medicinali, AIFA
- Ufficio Carenze, Qualità dei prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico, AIFA
- Decreto legislativo 219/2006, articolo 105, Normattiva
- Decreto legge 347/2001, articolo 7, Normattiva
- Decreto legge 1/2012, articolo 11, Normattiva
- Decreto legge 23/1998, articolo 5, convertito nella legge 94/1998, Normattiva
- Decreto ministeriale 11 febbraio 1997, importazione di medicinali registrati all’estero, Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 1997
- Guidelines on Non-neurogenic Male LUTS, Disease Management, European Association of Urology, edizione 2026
- Finasteride 5 mg, riassunto delle caratteristiche del prodotto (in inglese), HPRA
- Duodart 0,5 mg/0,4 mg, ficha técnica (in spagnolo; in Italia la combinazione è Combodart), AEMPS
- VIII Rapporto annuale sulla farmacia, Cittadinanzattiva e Federfarma, presentato il 29 aprile 2026
- Un cittadino su tre ha avuto problemi a reperire farmaci, ANSA, 29 aprile 2026
Revisionato da Dr. Francesco Lafranceschina, urologo-andrologo. Ultima revisione: 11 ottobre 2026. Questa pagina spiega una procedura amministrativa e non sostituisce la visita: la terapia la cambia chi te l’ha prescritta.
Quando il cambio non rientra nei criteri di sostituzione che il farmacista può applicare al banco, la decisione diventa clinica: portala a chi ti ha prescritto la terapia. Se preferisci rivedere la terapia con un urologo, puoi prenotare un consulto o scriverci dai contatti. In visita guardiamo esami, pressione e lista dei farmaci e valutiamo insieme come procedere.
