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Papillomi vescicali: rischi, sintomi, cure

Con "papilloma vescicale" si indica una piccola lesione a forma di cavolfiore che cresce sulla parete interna della vescica. Il papilloma uroteliale vero è benigno e raro; molto più spesso lesioni simili all'aspetto si rivelano all'esame istologico una neoplasia papillare a basso potenziale di malignità (PUNLMP) o un carcinoma papillare di basso grado non invasivo (Ta). Solo l'istologia dopo l'asportazione permette di dare il nome corretto.

Il segno tipico è il sangue nelle urine senza dolore. La cura è la resezione endoscopica (TURV); poiché queste lesioni tendono a ripresentarsi, le linee guida EAU prevedono controlli con cistoscopia per anni. Non hanno nulla a che fare con il virus HPV.

Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio modificabile per tutte le neoplasie uroteliali della vescica.

Papillomi vescicali

Papilloma, PUNLMP o tumore di basso grado: le differenze

Papilloma, PUNLMP o tumore di basso grado: le differenze
Diagnosi istologica Natura Rischio di recidiva Rischio di progressione
Papilloma uroteliale Benigno Basso Molto basso
Papilloma invertito Benigno Basso Molto basso
PUNLMP Basso potenziale di malignità Presente Raro
Carcinoma papillare di basso grado (Ta) Tumore maligno non invasivo Frequente Basso
Carcinoma papillare di alto grado Tumore maligno Frequente Significativo

La classificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità distingue queste forme in base all'aspetto delle cellule. Per le forme maligne vedi la pagina sul tumore alla vescica.

Fattori di rischio: fumo, lavoro ed età

  • Fumo: le sostanze cancerogene del tabacco vengono eliminate con l'urina e restano a contatto con la parete della vescica.
  • Esposizione professionale ad amine aromatiche e idrocarburi: industria di coloranti, gomma, vernici, metallurgia.
  • Età superiore ai 50-60 anni e sesso maschile.
  • Precedente tumore uroteliale della vescica o delle alte vie urinarie.
  • Precedente radioterapia pelvica o terapia con ciclofosfamide.

Cosa riduce davvero il rischio

La misura più efficace è smettere di fumare: il rischio si riduce progressivamente negli anni successivi. Per chi lavora con sostanze a rischio contano i dispositivi di protezione e la sorveglianza sanitaria prevista dal medico competente. Non esistono alimenti o integratori con effetto protettivo dimostrato; una dieta equilibrata e una buona idratazione sono comunque utili alla salute generale.

Sintomi e diagnosi

Molte lesioni papillari piccole non danno disturbi e vengono scoperte durante un'ecografia o una cistoscopia fatte per altri motivi. Quando i sintomi ci sono, il più importante è il sangue nelle urine.

Sintomi da non ignorare

  • Sangue nelle urine visibile (urine rosa, rosse o color tè), spesso senza dolore e a episodi.
  • Microematuria ripetuta scoperta all'esame delle urine.
  • Bruciore, urgenza o minzioni frequenti senza infezione dimostrata dall'urinocoltura.

Questi disturbi possono ricordare una cistite o una prostatite. Se l'urinocoltura è negativa o i sintomi tornano dopo la terapia, soprattutto in un fumatore oltre i 40 anni, occorre un accertamento urologico.

Immagine endoscopica della vescica
I papillomi si riconoscono in cistoscopia come formazioni a ciuffo: l'aspetto orienta, ma solo l'esame istologico distingue benigno e maligno. Immagine: Michael Reeve, CC BY-SA 3.0

Cosa fare se compare sangue nelle urine

  1. Non attribuirlo automaticamente a un'infezione o a un farmaco anticoagulante: anche chi assume anticoagulanti va studiato.
  2. Rivolgersi al medico di base per esame delle urine, urinocoltura ed ecografia di reni e vescica.
  3. Programmare una visita urologica, portando referti ed elenco dei farmaci.
  4. Andare subito in pronto soccorso se compaiono coaguli con difficoltà a urinare, capogiri o febbre alta.

Esami per la diagnosi

  • Cistoscopia: è l'esame chiave. Con uno strumento flessibile e anestetico locale l'urologo vede direttamente la lesione, in pochi minuti e senza ricovero.
  • Ecografia di reni e vescica: può mostrare lesioni non piccolissime.
  • Citologia urinaria: utile soprattutto per le forme di alto grado, poco sensibile per quelle di basso grado.
  • Uro-TAC: per studiare reni e ureteri quando c'è ematuria visibile.

La diagnosi definitiva si ottiene solo con l'esame istologico del tessuto asportato con la TURV.

Trattamento e controlli nel tempo

La strategia dipende dalla diagnosi istologica e dalla classe di rischio stabilita secondo le linee guida EAU sul tumore vescicale non muscolo-invasivo: numero e dimensioni delle lesioni, grado, recidive precedenti.

Resezione endoscopica (TURV) e instillazioni

  • TURV: asportazione della lesione attraverso l'uretra, in anestesia spinale o generale, con ricovero breve. Permette diagnosi e cura nello stesso intervento.
  • Instillazione singola di chemioterapico (ad esempio mitomicina C) entro 24 ore dalla resezione: nelle lesioni a basso rischio riduce le recidive.
  • Cicli di instillazioni con chemioterapico o BCG: riservati ai tumori a rischio intermedio o alto, non ai papillomi benigni.
  • Nuova TURV dopo alcune settimane quando la prima resezione è incompleta o il tumore è di alto grado.

Dopo la resezione: cosa aspettarsi

Per alcuni giorni sono normali bruciore, urgenza e tracce di sangue nelle urine; il catetere, se presente, si rimuove di solito dopo uno o due giorni. Per circa due settimane vanno evitati sforzi e sollevamento pesi. Febbre, coaguli o difficoltà a urinare vanno segnalati subito. Se sono previste instillazioni, bruciore e bisogno frequente di urinare nel giorno del trattamento sono attesi e vanno riferiti all'urologo se durano più di 48 ore.

Controlli con cistoscopia e rischio di recidiva

Le lesioni papillari della vescica tendono a ricomparire, anche in altre zone della parete. Per questo i controlli sono parte della cura:

Controlli con cistoscopia e rischio di recidiva
Situazione Schema di controllo orientativo (EAU)
Lesione a basso rischio Cistoscopia a 3 mesi; se negativa a 12 mesi e poi una volta l'anno per 5 anni
Rischio intermedio Schema personalizzato tra i due estremi
Alto rischio Cistoscopia e citologia ogni 3 mesi per 2 anni, poi più distanziate, con controllo periodico delle alte vie urinarie

Smettere di fumare riduce il rischio di nuove lesioni. Non esistono diete o bevande che impediscano le recidive.

Informazioni e supporto per i pazienti

Prima di ogni controllo è utile annotare le domande da porre all'urologo: qual è la diagnosi istologica esatta, a quale classe di rischio appartiene la lesione, quando è previsto il prossimo controllo. Materiale informativo affidabile sui tumori uroteliali è disponibile sul sito di Fondazione AIRC e presso l'associazione di pazienti PaLiNUro, dedicata alle neoplasie uroteliali. In caso di ansia persistente può aiutare il supporto psico-oncologico offerto da molti centri.

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