Home » Interventi urologici » Interventi chirurgici ai reni: tecniche e innovazioni » Rimozione Cisti Renali: Procedure e Rischi

Rimozione Cisti Renali: Procedure e Rischi

La maggior parte delle cisti renali è semplice, benigna e non va rimossa. La rimozione delle cisti renali si considera solo in due situazioni: una cisti semplice che provoca sintomi (dolore al fianco, compressione delle vie urinarie, infezione) oppure una cisti complessa con caratteristiche sospette alla TAC o alla risonanza, classificata come Bosniak III o IV.

Nel primo caso le opzioni sono l'aspirazione percutanea con scleroterapia o la decorticazione laparoscopica; nel secondo la lesione viene trattata come una possibile neoplasia, di solito con resezione renale secondo le linee guida EAU sul carcinoma renale.

Rimozione delle cisti renali

La scelta dipende dalla classe di Bosniak, dalle dimensioni, dalla posizione della cisti e dai sintomi, non dal solo fatto che la cisti esista.

Perché Rimuovere le Cisti Renali

Le cisti semplici sono molto frequenti e aumentano con l'età. Il criterio per decidere se intervenire è la classificazione di Bosniak, basata su TAC o risonanza con contrasto:

Perché Rimuovere le Cisti Renali
Classe Aspetto Gestione abituale
I-II Cisti semplice o minimamente complicata Nessun trattamento né controllo se asintomatica
IIF Alcuni setti o ispessimenti Controlli con TAC o risonanza nel tempo
III Pareti o setti spessi con captazione di contrasto Circa la metà è maligna: chirurgia o, in casi selezionati, sorveglianza
IV Componente solida che capta contrasto Nella maggior parte dei casi maligna: trattata come tumore renale
Ecografia di una cisti renale
Si operano le cisti che danno dolore, comprimono la via escretrice o mostrano caratteristiche sospette: le cisti semplici si controllano e basta. Immagine: Ptrump16, CC BY-SA 4.0

Quando la rimozione è necessaria

  • Dolore al fianco attribuibile con ragionevole certezza alla cisti, di solito di grandi dimensioni.
  • Compressione delle vie urinarie con idronefrosi, tipica delle cisti parapieliche.
  • Infezione della cisti che non guarisce con la sola terapia antibiotica e richiede drenaggio.
  • Ipertensione da compressione del tessuto renale, rara.
  • Cisti Bosniak III-IV, da trattare come possibile tumore al rene.

Cosa fare prima di decidere

  • Portare all'urologo tutte le immagini, non solo i referti: il confronto nel tempo è fondamentale.
  • Se la cisti è stata vista solo con ecografia e ha un aspetto non semplice, chiedere una TAC o risonanza con contrasto per la classificazione di Bosniak.
  • Verificare che il dolore dipenda davvero dalla cisti: mal di schiena di origine muscolare o vertebrale è molto più comune.
  • Nelle cisti Bosniak III-IV è utile una valutazione in un centro che esegua chirurgia renale conservativa.
  • Febbre con dolore al fianco richiede una visita in giornata.

Quando non serve intervenire

Le cisti Bosniak I e II senza sintomi non richiedono trattamento, indipendentemente dalle dimensioni, e in genere nemmeno controlli periodici. Le cisti IIF si seguono con esami di imaging nel tempo. Anche nella malattia policistica renale le cisti non si rimuovono di routine: la gestione è nefrologica. Maggiori dettagli su sintomi e diagnosi nella pagina sulle cisti renali.

Tecniche di Rimozione Cisti Renali

Per le cisti semplici sintomatiche si usano tecniche che svuotano la cisti o ne asportano la parete esterna; per le cisti complesse sospette si asporta la lesione insieme a un margine di rene sano.

Aspirazione percutanea e scleroterapia

In anestesia locale, sotto guida ecografica o TAC, si inserisce un ago nella cisti, si aspira il liquido e si inietta una sostanza sclerosante (per esempio etanolo) che fa aderire le pareti. Si esegue in regime ambulatoriale o di day hospital. La sola aspirazione senza sclerosante è seguita spesso da nuova raccolta di liquido; con la scleroterapia la recidiva è meno frequente ma possibile. È adatta a cisti semplici, periferiche, senza comunicazione con le vie urinarie; non va usata per cisti complesse.

Decorticazione laparoscopica

In anestesia generale, attraverso piccole incisioni, il chirurgo asporta la parete della cisti che sporge dal rene lasciando la base aperta, in modo che il liquido venga riassorbito nell'addome. È indicata per cisti semplici grandi e sintomatiche, per recidive dopo scleroterapia e per alcune cisti parapieliche. Il ricovero è di solito breve e la recidiva poco frequente. La parete asportata viene sempre inviata all'esame istologico.

Chirurgia per cisti complesse Bosniak III-IV

Le cisti complesse non si svuotano né si decorticano, per non disperdere cellule potenzialmente tumorali. Si esegue la resezione renale (nefrectomia parziale), con tecnica laparoscopica, robotica o aperta; raramente, se la lesione è grande e centrale, la nefrectomia. Nelle persone anziane o fragili con cisti Bosniak III può essere proposta la sorveglianza con imaging.

Marsupializzazione e decorticazione: sono la stessa cosa?

Il termine marsupializzazione indica l'apertura della cisti con sutura dei bordi per mantenerla aperta. Nella pratica urologica moderna le cisti renali sintomatiche si trattano con la decorticazione (deroofing) laparoscopica o robotica, che segue lo stesso principio. La chirurgia aperta è riservata a casi particolari.

Confronto delle tecniche

Confronto delle tecniche
Tecnica Per quali cisti Anestesia e ricovero Recidiva
Aspirazione e scleroterapia Semplici, sintomatiche, periferiche Locale, ambulatoriale o day hospital Possibile
Decorticazione laparoscopica Semplici grandi, recidivate, parapieliche Generale, ricovero breve Poco frequente
Resezione renale Complesse Bosniak III-IV Generale, ricovero di alcuni giorni Dipende dall'istologia

Preparazione alla Rimozione Cisti Renali

La preparazione varia molto tra una procedura ambulatoriale e un intervento chirurgico; le istruzioni definitive vengono sempre dal centro che esegue il trattamento.

Esami prima del trattamento

  • TAC o risonanza magnetica con contrasto per la classe di Bosniak e il rapporto con le vie urinarie.
  • Creatinina e stima della filtrazione renale, emocromo, coagulazione.
  • Esame delle urine e urinocoltura.
  • Scintigrafia renale in casi selezionati, se la funzione di un rene è dubbia.
  • ECG e visita anestesiologica per gli interventi in anestesia generale.

Gli esami possono essere prescritti dal medico nel Servizio Sanitario Nazionale con eventuale ticket.

Prepararsi alla procedura

  • Consegnare l'elenco completo di farmaci e integratori.
  • Anticoagulanti e antiaggreganti: sospensione o sostituzione solo secondo il piano concordato con il centro e, se serve, con il cardiologo.
  • Digiuno secondo le indicazioni dell'anestesista.
  • Organizzare il rientro a casa accompagnati.

Recupero dopo la rimozione delle cisti renali

Dopo la scleroterapia si riprendono le attività leggere in uno o due giorni; un modesto dolore al fianco è atteso. Dopo la decorticazione laparoscopica il rientro alle attività quotidiane avviene in genere in una o due settimane, evitando sforzi e sollevamento pesi per circa un mese. Dopo resezione renale i tempi sono più lunghi e i controlli seguono il referto istologico. Gli antidolorifici da usare sono quelli indicati alla dimissione.

Rischi possibili

  • Scleroterapia: dolore, febbre transitoria, sanguinamento nella cisti, recidiva.
  • Decorticazione laparoscopica: sanguinamento, infezione, lesione delle vie urinarie con perdita di urina, raramente lesioni di organi vicini.
  • Resezione renale: sanguinamento, fistola urinaria, temporanea riduzione della funzione renale.

Il controllo con ecografia o TAC dopo alcuni mesi verifica il risultato.

Segnali d'allarme dopo il trattamento

Segnali d'allarme dopo il trattamento
Segnale Possibile causa Cosa fare
Febbre sopra 38 °C Infezione Contattare il centro in giornata
Dolore al fianco in aumento Sanguinamento o raccolta Contattare il centro in giornata
Urine rosso scuro con coaguli Sanguinamento Pronto soccorso
Capogiri, pallore, svenimento Anemia acuta Pronto soccorso
Liquido che esce dalle ferite o gonfiore addominale Perdita di urina Contattare il centro

Revisionato da Dr. Francesco Lafranceschina, urologo-andrologo · Ultima revisione:

Fonti

Scroll to Top